E' ARRIVATO L'INVERNO!!...

lunedì 28 dicembre 2009


IL SEGRETO DI UN ANNO MIGLIORE SOLO CON L'ESSENZIALE

Che cosa augurarci per questo nuovo anno che avanza sorridente?
Continua a leggere qui
" L'essenziale è invisibile agli occhi". Così spiega il protagonista del Piccolo principe di Saint Exupéry

Tanti auguri per il 2010


AI VISITATORI I MIEI MIGLIORI AUGURI PER GIORNI LUMINOSI E FELICI DENTRO AL CUORE.

domenica 13 dicembre 2009


giovedì 3 dicembre 2009

Pranzo di Natale


clicca qui per scegliere il menù che preferisci per Natale: menù pronto prima, menù classico,lusso,rapido o creativo. Ciascuno con le singole ricette, la relativa lista della spesa e il timing per i tempi ad incastro nella preparazione delle varie ricette. Buon lavoro e ....buon appetito!

Confessioni di un eco-peccatore Viaggio all'origine delle cose che compriamo di Fred Pearce


Da dove vengono i prodotti che acquistiamo ogni giorno? Chi li ha fatti, e con quali costi per l’ambiente? Che cosa gli succede dopo che vengono buttati? Per rispondere a queste domande Fred Pearce, uno dei più quotati giornalisti ambientali del mondo, ha viaggiato in più di venti paesi per conoscere le persone e i luoghi da cui provengono le cose che usiamo quotidianamente. Dalle miniere d’oro del Sud Africa agli allevamenti di gamberi in Bangladesh, dalle fabbriche di giocattoli cinesi ai campi di cotone in Australia, Pearce indaga sugli aspetti economici, ambientali e morali di quel gigantesco processo chiamato “globalizzazione”. Ne emerge un quadro spiazzante, che mette in discussione luoghi comuni e presunte verità care a una parte del pensiero ambientalista, e indica soluzioni possibili ai grandi problemi della nostra epoca. Riscaldamento globale, problema demografico e crisi energetica: Pearce sottolinea come ciascuna di queste sfide possa essere vinta servendoci di ingegno, capacità di adattarci e fiducia, le nostre qualità più preziose.
Confessioni di un eco-peccatore
Viaggio all'origine delle cose che compriamo di Fred Pearce
Edizione Ambiente, 2009

venerdì 20 novembre 2009

"Via il crocifisso? Una provocazione, io canto il Natale"


Dopotutto non lo ferma più nessuno. Dieci ore di volo, mica poche, ed eccolo qui fresco come una rosa, nel giardino di casa davanti al busto scolpito per lui da Gina Lollobrigida. Andrea Bocelli sorride perché c’è da festeggiare: il cd My Christmas, che da noi esce oggi, negli Stati Uniti è già secondo in classifica, roba che a nessun italiano era mai toccato prima. «Chissà, magari arrivo al primo posto». Perciò lui, che fa finta di niente ma ci tiene assai, l’altra sera era ospite al talk show di Oprah Winfrey a Chicago. E dal 3 dicembre sarà anche nei cinema italiani con Dio ci benedirà, il brano finale di A Christmas Carol, il nuovo film di Robert Zemeckis per la Disney. Per dirla tutta, stavolta Bocelli interpreta Santa Claus is coming to town e Adeste fideles, Tu scendi dalle stelle e Jingle bells e via così fino a completare quello che nel prossimo mese diventerà il disco più venduto nel mondo e buonanotte, anzi buon Natale a tutti gli altri.

Caro Bocelli, nell’album c’è anche una strepitosa versione in inglese del Padre Nostro.

«È una delle preghiere più importanti dell’umanità. E nell’interpretarlo ci ho messo qualcosa in più di me e della mia anima».

La interpreta con i 450 maestri mormoni del Coro Tabernacle di Salt Lake City, uno dei più importanti del mondo.
«È un segno che mi sembra importante anche per il dialogo tra le diverse confessioni religiose».

Ma canterà il Padre Nostro anche nei suoi concerti in Medio Oriente?

«Perché no? Ma non canterei mai preghiere che contrastano con i miei valori».

È d’accordo con chi vorrebbe togliere i crocifissi dalle scuole?
«Credo che quella sia solo una provocazione. Mi piace credere che siamo uno Stato libero. Più che togliere le cose, vorrei aggiungerle».

Una posizione coraggiosa...

«Io aspetto a cuore aperto il dialogo interreligioso, ma sono d’accordo con il discorso contro il relativismo che Benedetto XVI fece il giorno della sua investitura. Domani sarò all’incontro con lui nella Cappella Sistina con altri duecentocinquanta artisti».

Lei ha fede?

«La fede è fondamentale. Credo anch’io che ci voglia più fede a non credere che a credere».

L’ateismo è un impegno difficile.

«E in termini pascaliani, sono convinto che il creato sia una manifestazione evidente di una volontà intelligente. Il mio è un percorso che è iniziato da bambino, si è perso durante l’adolescenza e poi è ripreso fortemente».

Intanto lei è diventato l’eroe dei due mondi. A proposito, l’immagine dell’Italia all’estero è così danneggiata come si dice?

«Assolutamente no. Al contrario mi sembra migliorata. Quando ho iniziato quasi vent’anni fa, c’erano ancora pregiudizi verso di noi».

In ogni caso, è il cantante italiano più famoso in circolazione.

«E a marzo lascerò la mia impronta sul Marciapiede delle Stelle di Hollywood».

Quindi niente ospitata al Festival di Sanremo.
«Non ho ancora deciso».

Arriverebbe nella serata dedicata alle canzoni più famose della storia di Sanremo. Lei quale sceglierebbe?
«Toccasse a me, farei Ancora di Eduardo De Crescenzo».

Il Festival quest’anno ha aperto alle canzoni dialettali.

«È divertente. E i dialetti sono una grande forma espressiva».

E il giovane tenore ad Amici? Matteo Macchioni è sempre in testa alla classifica di gradimento.

«Esperienza in sé interessante perché apre le porte della musica lirica a chi non la conosce ancora».

Trasversalità è la parola d’ordine. Anche lei in «My Christmas» duetta con l’italiana Malika Ayane e pure con Mary J. Blige e Natalie Cole.

«E quando glielo abbiamo proposto hanno detto subito di sì. Con Mary J. Blige ho appena duettato anche da Oprah Winfrey».

E sul cd canta anche «Jingle Bells» con i Muppets.

«Sono eroi dei bambini e questo disco è dedicato anche a loro. Per me è sempre stata la festa più bella del mondo. E, quando ero bambino io, se il parroco non faceva intonare Tu scendi dalle stelle, per me non era proprio Natale».

Intervista di Paolo Giordano a Bocelli ( Da "Il giornale")

giovedì 19 novembre 2009


Giornata nazionale della colletta alimentare

Servizio per la Tutela del Consumatore

Servizio per la tutela dell'utente e del consumatore

Sabato 28 novembre 2009 è stata indetta in tutta Italia dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus la tredicesima Giornata nazionale della colletta alimentare. Il Comune di Venezia, nella figura dell'Assessore alla tutela dei diritti del consumatore, Giuseppe Bortolussi, ha deciso di sostenere anche quest'anno l'iniziativa.

Contribuire alla Colletta alimentare sarà facilissimo. Basterà fare la spesa in uno dei tanti supermercati che aderiscono all'iniziativa: all'entrata i volontari distribuiranno i sacchetti e suggeriranno i prodotti (quelli meno deperibili) da acquistare per offrirli a chi ne ha bisogno.

A beneficiare dell'iniziativa saranno infatti le mense per indigenti, i centri di solidarietà che assistono famiglie in difficoltà e situazioni di grave esclusione sociale, le strutture di accoglienza per anziani, minori e ragazze madri, le Caritas parrocchiali, le comunità di recupero e le cooperative sociali.


Per questa giornata la Fondazione Banco Alimentare Onlus ricerca giovani volontari

Per aderire all'iniziativa sarà possibile rivolgersi ai seguenti recapiti:

BANCO ALIMENTARE DEL VENETO - ONLUS
Via Cesiolo, 46 - Verona
Tel./Fax 045 8347929
E-mail: info@veneto.bancoalimentare.it

Informazioni per VENEZIA
Tel. 348 3052683
328 8614740
E-mail: balive@fastwebnet.it




Riduci e riutilizza ... buone pratiche verso la riduzione dei rifiuti

logo settimana europea riduzione dei rifiuti
Stilinfo partecipa alla "Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti" (European Week for Waste Reduction - EWWR), un evento-chiave per promuovere azioni sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti e a porre in evidenza l'impatto dei nostri consumi sull'ambiente e sui cambiamenti climatici.
La settimana si terrà dal 21 al 29 novembre 2009 e conivolgerà varie realtà in tutto il territorio nazionale ed europeo.
In Italia la settimana è propmossa da Osservatorio Nazionale Rifiuti, Provincia di Torino, Rifiuti 21 Network, Federambiente, Commissione nazionale italiana Unesco, AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale), Legambiente, ERICA Soc. Coop. (Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale) e Eco dalle Città.
E' possibile aderire anche personalmente, proponendo una buona pratica sul sito
http://www.ecodallecitta.it/menorifiuti/index.php.

logo stilinfo tema rifiuti




Allo Sportello Stilinfo troverai molte altre informazioni sulla riduzione dei rifiuti, sulla corretta differenziazione e su come indizizzare gli acquisti perchè "includano" sempre meno rifiuti.

giovedì 12 novembre 2009

La Festa della Salute: 21 Novembre

La basilica della Salute

La Festa della Salute è sicuramente quella dall'impatto meno "turistico", e che evoca un sincero sentimento religioso popolare.

Anche questa festività, come quella del Redentore, ricorda un'altra terribile pestilenza, quella del biennio 1630-31, e il conseguente voto pronunciato dal Doge per ottenere l'intercessione della Vergine.

A tutt'oggi migliaia di cittadini sfilano il 21 novembre davanti all'altare maggiore dell'imponente Chiesa della Salute a perpetuare il secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria

...per saperne di più


Il doge circondato dai dignitari

La storia

Nel 1630, più di mezzo secolo dopo la terribile pestilenza del 1575-77, il morbo si abbatte nuovamente su Venezia. Il doge fa voto di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l'intercessione della Vergine Maria per porre fine alla pestilenza.

Canaletto, Chiesa della Salute

La basilica

La progettazione fu affidata al giovane architetto Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e al tempo stesso la Repubblica. La basilica fu consacrata nel 1687.

Ponte votivo

La festa della Salute oggi

A tutt'oggi, il 21 novembre, migliaia di persone percorrono il ponte votivo su barche e vanno in pellegrinaggio alla chiesa della Salute a rendere omaggio alla Madonna e ad accendere un cero affinché interceda per la loro salute.

Un piatto di castradina

La cucina

La castradina, pietanza molto saporita a base di carne di montone, è il piatto tipico che si usa consumare a Venezia il giorno della Salute.

fonte

venerdì 6 novembre 2009

San Martino a Mestre

La leggenda racconta che San Martino era un soldato romano e durante una cavalcata in una fredda giornata in sella al suo cavallo bianco, vestito da centurione con indosso un mantello da guerriero, incontrò un povero vecchio coperto di pochi stracci, barcollante e tremante dal freddo.

Martino s’impietosì, sguainò la spada, tagliò il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero. Si narra che a quel gesto generoso il freddo e la neve cessarono, l’aria si fece mite, il sole cominciò a riscaldare come in estate, obbligando il soldato a levarsi anche il mezzo mantello.

Ecco perché si chiama l’estate di San Martino.

Gruppi, associazioni e scuole del territorio a zonzo per il quartiere barattando un giro in bici, un canto del coro od il racconto di una storia con le verdure di casa, protagoniste del minestrone - 8, 9 e 11 novembre 2009

particolare della locandina

San Martino e il Minestrone nasce dall'idea di baratto, di scambio fra un gruppo artistico e la comunità che l'accoglie per dar vita a una grande festa.

Il programma coinvolge gruppi artistici e di volontariato, giovani, anziani, associazioni e singoli individui, e, non da ultimo, i bambini delle scuole nell'intento di costruire insieme la festa comunitaria.

Si svilupperà nelle giornate di:

- domenica 8 con la questua

- lunedì 9 con la raccolta delle verdure (barattate), per concludersi

- mercoledì 11 novembre (san Martino) con sfilate, concerti, spettacoli e...somministrazione del minestrone, castagne, dolci e vino.

lunedì 2 novembre 2009

Tempo amico o tempo nemico?

Gli antichi Greci distinguevano fra “chrónos”, il tempo fisico che scorre inesorabilmente, e “kairós”, il tempo propizio, il tempo che ci viene accordato perché possiamo crescere in umanità, e fare della nostra esistenza un capolavoro. In un’epoca in cui il tempo è “tiranno”, in cui tutti siamo quotidianamente incalzati da un tempo che non basta mai, merita riscoprire che il tempo-kairós va non solo protetto dalle tante dispersioni con cui a volte lo sperperiamo, ma anche coltivato con amore e gratitudine – verso la vita e, per chi crede, verso Dio – nella ritrovata consapevolezza che ogni ora, ogni istante, hanno un valore unico e insostituibile.....
Continua qui

...... È triste vedere come un numero crescente di uomini abbiamo bisogno di un sesso trasgressivo, drogato ed esasperato - oltre che potenzialmente autodistruttivo su tutti i fronti, personale, professionale e sociale - perché il loro tempo, anche professionale, è diventato un tempo chrònos, un tempo concitato, alla rincorsa di una potere che non è più espressivo di talenti e qualità, ma servo dell’ambizione fine a se stessa, che gratifica il narcisismo ma non nutre l’equilibrio interiore, che non appaga e non dà gioia.
Un’ecologia della mente e dell’anima richiede un periodico esame di coscienza per fare il punto con noi stessi sul nostro uso del tempo: perché la nostra vita non sia un percorso di smarrimento ma di crescita, di soddisfazione e di piccole e grandi felicità, è indispensabile che la ricerca del tempo-kairòs diventi priorità assoluta e che questo tempo occupi uno spazio non negoziabile nella nostra giornata.

Canzone per Alda Merini di Vecchioni

Alda Merini ci ha lasciati


Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini


(Sono una piccola ape furibonda.)
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.




La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.

Alda Merini

da "La volpe e il sipario"
Ho superato le 10000 visite , GRAZIE DI CUORE A TUTTI I VISITATORI!

venerdì 30 ottobre 2009

giovedì 22 ottobre 2009

25 ottobre a Venezia


XXIV Venicemarathon

La Venicemarathon si è ormai conquistata un posto di grande rilievo tra le manifestazioni della città.
È un evento sportivo di portata internazionale: attira ogni anno oltre seimila maratoneti provenienti da tutto il mondo.

La maratona si svolge sulla lunghezza olimpica ufficiale (42 km e 195 metri). Il percorso è piatto e in leggera discesa. Si parte da Stra e si corre lungo la splendida Riviera del Brenta, transitando davanti alle magnifiche ville palladiane. I corridori raggiungono Venezia attraverso il lungo "Ponte della Libertà", che collega la città alla terraferma. Dopo aver attraversato il Canal Grande su un ponte di barche lungo 160 m (apprestato per l'occasione), i concorrenti sfilano accanto a Piazza San Marco e si dirigono verso Riva dei Sette Martiri, dove è posto l'arrivo, in panoramica posizione sulla laguna.
Fonte

mercoledì 21 ottobre 2009

Non dire mai :" Mai "

Non dire mai: "IO" dì invece: "Noi".

Non dire mai :"Mio" dì invece: "Nostro".

Non dire mai:"Tocca a lui" dì invece: "Incomincio io".

Non dire mai: "Non posso" dì invece: "Eccomi".

Non dire mai: "Vattene" dì invece :"Vieni! ".

Non dire mai:"Domani" dì invece:"Oggi".

Non dire mai:"Morte" dì invece:"Vita".

Non dire mai :"Mai".

Fonte :Da un incontro di: Famiglia di famiglie vive.

" Come se...."

Sussurro di preghiera
per il gusto pieno
e caldo
della castagna di novembre:
zaffata d'infanzia
e memoria
del piccolo ambulante nel gelo
di Firenze occupata,
come se vendesse illusioni
di caldo all'anima,
a fette, in forma di fumante
pattona.

Castagne bollite
sfregolate zuccherate
che la nonna
inventava
come se un fico
le uscisse dalle mani
dolce e liquoroso.

Illusioni del "come se ..."
tessono intorno
spiccioli di vita
possibile.

Venezia, novembre 1999 Laura Voghera Luzzatto

Le castagne per un benessere autunnale

L'inizio dell'autunno è, senza dubbio, la stagione delle castagne. Questi frutti sono apprezzati moltissimo in cucina tanto da essere utilizzati per numerose specialità gastronomiche; ridotte a purea, farina, creme o usate intere danno vita a dolci e portate prelibate.
Inoltre le castagne sono ricche di proprietà benefiche: hanno, infatti, effetto decongestionante, rigenerante, vitalizzante e nutriente per il corpo.
La loro composizione, oltre all'acqua, rivela la forte presenza di sali minerali e vitamine tanto che moltissime beauty-farm e centri spa le utilizzano come base per trattamenti di benessere e bellezza.
Con le castagne vengono effettuati peeling, gommage, bagni,pediluvi, massaggi alle gambe rinvigorenti, per facilitare la circolazione e il metabolismo, tonificare la pelle e i tessuti connettivi e procurare una piacevole freschezza e leggerezza.
A CASA: IL RIMEDIO DELLA NONNA
Impacco per capelli alla castagna
Per preparare i capelli al primo freddo dell'autunno e rinforzarli contro la caduta, prova almeno una volta a settimana questo rimedio a base di acqua di castagne, Henné e olio di germe di grano. In una pentola piena di acqua fai bollire 100 g di castagne. Lascia raffreddare e togli le castagne; a questo punto aggiungi un bicchiere di olio di germe di grano e un cucchiaio di Henné, mescola il tutto e per completare l'impacco unisci un cucchiaio di caco che rende la maschera molto idratante e perfetta per capelli sfibrati e opacizzati. Applica sui capelli asciutti, inizialmente tamponando con dei dischetti di cotone e, quando sono umidi, versa tutto l'impacco rimasto; massaggia, quindi delicatamente sulla cute e i capelli, lasciando agire per cinque minuti. Sciacqua la testa con acqua tiepida.
Fonte

Per ridere un pò


Una selezione storica di vignette dal tono scanzonato ma ricche di sagacia e strettamente legate al cibo e all'attualità, comparivano sul Codice de La Cucina Italiana, la rivista dedicata ai Ristoratori che la casa editrice ha pubblicato tra gli anni '80 e '90.
Un grande esempio di come la cucina, nelle sue molteplici espressioni, fosse protagonista del vivere quotidiano e ne permeasse la cultura e la storia

lunedì 12 ottobre 2009


I consigli di Fulco Pratesi: pochi sacrifici e un po' di saggezza

In casa, d'inverno, mai più di 20°

Ognuno di noi può dare il suo contributo per abbassare la "febbre" della Terra

Si moltiplicano gli appelli per cercare di rallentare le emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte dalla combustione di sostanze confinate per milioni di anni nel sottosuolo, le quali stanno sempre di più alterando il clima, innalzando la temperatura media terrestre.
In attesa che i Grandi della Terra, che si riuniranno in dicembre a Copenaghen, trovino un accordo per ridurre l’uso di carbone, petrolio e metano, vediamo cosa ognuno di noi può fare per contribuire ad abbassare la febbre di Madre Terra.
In effetti, se ognuno di noi, 60 milioni nel nostro Paese, 6,8 miliardi sul Pianeta, cominciasse a ridurre il proprio impatto, grandi risultati si potrebbero ottenere.
Un primo tema da affrontare è quello dei consumi (quando non proprio sprechi) di energia.
Oramai nelle case, negli uffici, nei negozi e nelle scuole, d’inverno la temperatura è in genere superiore ai 23°C.
E, d’estate, grazie ai condizionatori, si vive in ambienti troppo artificialmente raffreddati.
Il tutto con gravi danni per l’ambiente. Mantenere in inverno le temperature di casa a non più di 20°C (come d’altronde prescrive la legge) e 17-18°C nelle camere da letto e in estate difendersi dal caldo sostituendo il più possibile i condizionatori con ventilatori e finestre chiuse nelle ore più calde, permette di risparmiare una grande quantità di energia, consumata dalle centrali termoelettriche e dalle nostre caldaie, evitando ingenti emissioni di CO2. Quando costretti all’uso dei condizionatori (che consumano molta energia e contribuiscono a riscaldare l’ambiente esterno) è bene tenerli a una temperatura non più di 5°C inferiore a quella esterna.
Teniamo presente che ogni volta che premiamo un bottone per mettere in moto un apparecchio che consumi 1 kilowattora, in quell’ora (dato che gran parte dell’energia elettrica proviene in Italia da centrali che usano carbone, petrolio o metano) scarichiamo nell’atmosfera oltre mezzo chilogrammo di CO2.
Così, se acquistiamo e usiamo un elettrodomestico, sia esso un frigorifero, una lavatrice o una lavastoviglie in classe A+/A++ (più costoso ma molto più efficiente) spenderemo assai meno in bolletta e ridurremo sensibilmente le emissioni di CO2..
Ma per dare una mano al Pianeta sono molti e diversi i comportamenti, in ogni campo, che ognuno di noi può seguire senza troppi sacrifici




IN CASA
1. In casa, d’inverno non più di 20°C di giorno, 18°C di notte. D’estate, fare ricorso ai ventilatori e tenere le finestre chiuse nelle ore più calde.
2. Acquistare elettrodomestici di classe A+/A++, sono più cari ma consumano molto meno
3. Mettere in azione lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico e non solo per lavare due piatti e una camicia.
4. Spegnere, se non usati, tutti gli stand-by rossi, verdi o gialli che di notte brillano su decoder, televisori, frullatori, computer.
5. Sostituire tutte le lampadine con quelle a basso consumo significa risparmiare in CO2 e ridurre i costi dell’illuminazione di 4-5 volte.
6. Sostituire lo scaldabagno elettrico con uno a gas meglio se integrato con un pannello solare termico consente di risparmiare energia e soldi in bolletta.
7. Preferire la doccia al bagno riduce di 3-4 volte i consumi di acqua. Una doccia non dovrebbe durare più di 5 minuti.
8. Ogni volta che ci cambiamo una camicia o la biancheria non consumiamo solo acqua, ma detersivo ed energia per lavarla, e altra energia è spesso necessaria per stirarla. È importante pertanto, per prevenire l’inquinamento soprattutto delle acque, fare un uso parsimonioso dei detersivi preferendo quelli ecologici e biodegradabili. Inoltre il consumo della lavatrice varia, inoltre, a seconda dei programmi, e dunque delle temperature, scelti dal momento che la maggior parte dell'energia consumata da questi elettrodomestici serve proprio a riscaldare l'acqua. In tal senso impostando lavaggi a più bassa temperatura si possono ridurre i consumi. E ancora stendere i panni in modo accurato aiuta a ridurre le operazioni di stiratura, mentre le asciugatrici elettriche consuma servono solo a consumare energia.
9. Un fornello o un forno a gas fanno risparmiare molta energia rispetto a quelli elettrici.
10. Preferire un televisore LCD (a cristalli liquidi) invece che al plasma, perché a parità di dimensioni dello schermo consuma circa la metà.


ALIMENTAZIONE
1. Per cuocere, dal punto di vista del risparmio energetico, preferire la pentola a pressione o il forno a microonde che riducono sensibilmente i tempi di cottura dei cibi. Anche con le normali pentole è possibile, attraverso un buon uso del coperchio, ridurre i consumi energetici.
2. È importante acquistare prodotti di stagione. Per esempio la produzione in serra di 1 kg di pomodori rilascia 3,5 kg di CO2 equivalente, rispetto a meno di 0,05 kg della stessa quantità di pomodori prodotti in campo, una differenza di ben 70 volte.
3. Scegliere prodotti di origine locale: il trasporto aereo dei prodotti alimentari da un capo all'altro del pianeta (per esempio di fragole, mele, pomodori, asparagi, zucchine…) genera circa 1.700 volte più emissioni di CO2 che un trasporto in camion per 50 km.
4. In tutti i casi preferire sempre i prodotti biologici, sono più cari ma più buoni e più sani, la loro coltivazione non prevede il ricorso a sostanze chimiche dannose e aiuta anche la natura.
5. L’acqua di rubinetto costa centinaia di volte di meno di quella in bottiglia, è migliore e più controllata e non inquina con la plastica, i trasporti, le etichette. Se l’acqua di rubinetto dovesse avere un lieve odore di cloro, basta tenerla in una caraffa aperta per pochi minuti.
6. Consumare carne il meno possibile. Gli allevamenti animali, con i gas emessi, la distruzione delle foreste per produrre i mangimi e il consumo di acqua, causano un inquinamento superiore a quello di tutti i mezzi di trasporto (aereo, nave, camion, treno) del mondo. A una bistecca di 250 grammi è associata l’emissione di 3,4 kg di CO2. 1 kg di patate è invece responsabile di soli 0,06 kg di CO2.
7. Se non si vuole diventare vegetariani, preferire almeno carne di pollame o coniglio che producono 4 volte meno CO2 della carne di manzo e sono più salutari
8. Tra il pesce, preferire quello azzurro (sgombro, acciughe, sarde, ecc.) più sano ed economico ed evitare quello di specie in pericolo di estinzione (tonno rosso, pesce spada, squali)


TRASPORTI
1. L’automobile è un mezzo di trasporto molto inquinante. Negli spostamenti quotidiani prediligere l’uso del mezzo pubblico (autobus e treno) o se non si può rinunciare all’auto cercare di non viaggiare da soli: Fa bene all’umore e riduce la quota individuale di emissioni.
2. Le biciclette non emettono gas a effetto serra né sostanze inquinanti e sono dunque il mezzo di trasporto più ecologico (secondo solo all’andare a piedi!). Sostituire un breve tratto in macchina (circa 6 km, per esempio, il viaggio andata e ritorno dal posto di lavoro) con uno in bicicletta, permette di evitare circa 240 kg di CO2 l'anno.
3. Ricordare che il consumo di carburante dipende dalla velocità di guida: per esempio quando si guida alla velocità di 90 km l’ora invece di 110 km si diminuiscono del 20% i consumi di carburante.
4. In città, nelle soste lunghe, spegnere sempre il motore. Ciò significa un gran risparmio in termini di costi e d’inquinamento.
5. Un auto elettrica inquina molto meno di una a benzina o diesel. Tenere comunque conto che nessun motore (neppure quelli elettrici) può essere considerato a emissioni zero a meno che la ricarica delle batterie non avvenga con energia realmente rinnovabile (energia solare, eolica).
6. Cambiare l’auto il meno possibile. Mediamente per produrre un’automobile occorrono oltre 20.000 kilowattora di energia elettrica e vengono emesse circa 10.000 kg di CO2 le stesse emissioni che un’automobile di media cilindrata produce percorrendo circa 60.000 km.
7. Ricordare che non tutti gli scooter sono uguali per consumi ed emissioni: si va da quelli che percorrono oltre 35 km con 1 litro (ed emettono meno di 70 grammi di CO2 per km) a quelli che percorrono meno di 20 km con 1 litro (ed emettono oltre 120 grammi di CO2 per km).
8. Per distanze brevi, la cosa migliore è andare a piedi, un modo che oltretutto aiuta anche a rimanere in forma.
9. Limitare al massimo gli spostamenti in aereo che possono arrivare a superare i 250 g di CO2 per km per passeggero trasportato. Percorrere 500 km in aereo comporta l’emissione di 125 kg di CO2, equivalente a fare quasi 300 volte il bucato in lavatrice.


RIFIUTI E IGIENE DOMESTICA
1. Ovunque possibile praticare la raccolta differenziata, separando metalli, carta, vetro e scarti di cucina.
2. Preferire la carta riciclata che, nel corso del suo ciclo di vita presenta, impatti più bassi rispetto all'utilizzo di carta da cellulosa pura. L'utilizzo di carta riciclata permette non solo di ridurre l'impiego di materie prime (di cellulosa e, quindi, di legno) ma anche di risparmiare energia e acqua nei processi produttivi.
3. Evitare il più possibile l'utilizzo di prodotti "usa e getta" (es. piatti, bicchieri e posate), soprattutto se in materiali plastici che sono derivati dal petrolio, che necessitano di grandi quantità di energia per essere realizzati e, solitamente, hanno cicli produttivi estremamente inquinanti.
4. Fare la spesa portando da casa borse di tela ecologiche e carrelli. Rifiutare sempre sacchetti di plastica, anche quelli piccoli e generalmente inutili
5. Prediligere prodotti con imballaggio ridotto. Gli imballaggi sono una componente dominante della quantità totale di rifiuti che produciamo; in quest'ottica l’uso di prodotti sfusi o alla spina (in cui i consumatori si recano nei punti vendita muniti di un contenitore che poi riempiranno grazie al sistema dei dispenser) punta a ridurre rispettivamente i contenitori necessari o a permetterne il riutilizzo.
6. Non farsi incantare da falsi concetti di igiene ed evitare il più possibile di usare insetticidi e acaricidi, disinfettanti, igienizzanti chimici spesso inutili se non dannosi
7. Per le zanzare, usare zanzariere, repellenti naturali e un po’ di tolleranza. Ne guadagneranno la salute e l’ambiente.

Fulco Pratesi
12 ottobre 2009 ( Corriere della sera)

venerdì 9 ottobre 2009


Genitori «fermi», figli leader

Una ricerca mette in relazione un’educazione «severa» dei figli con la loro futura collocazione sociale


Uno stile educativo fermo e autorevole nei confronti dei figli aumenta le probabilità che questi primeggino da adulti, assumendo posizioni di leadership. Sono i risultati di uno studio condotto in Minnesota analizzando coppie di gemelli e che è il frutto del crescente interesse accademico nei confronti di come e perché si diventi figure-guida nella società. La ricerca confermerebbe l’ipotesi che le prime esperienze di vita siano determinanti per la futura collocazione sociale.

LO STUDIO - La chiave, secondo la ricerca, pubblicata su The Leadership Quarterly, sta nella capacità dei genitori di avere polso fermo, ma anche capacità di non far mancare mai sostegno e incoraggiamento e nel fissare dei ben precisi limiti nei comportamenti. I bambini allevati in questo modo, statisticamente, sono diventati più spesso dei leader sul lavoro e nelle loro comunità. A patto però che abbiano avuto modo, a loro volta, di provare a «toccare» i confini prestabiliti e anche di provare a forzarli, perché una simile esperienza permette di imparare a capire come funzionano le regole, quali sono le loro ragioni e a raggiungere i propri obiettivi senza violarle. «Non significa che tutti i bambini di genitori autorevoli diventeranno leader, ma solo che è più probabile», ha specificato Maria Rotundo, della Rotma School of Management, coautrice dello studio

Fonte: Il Corriere della sera

mercoledì 7 ottobre 2009

Ricordando il Patrono d'Italia e d'Europa

Il Cantico delle Creature

La preghiera di San Francesco di Assisi

Cantico delle Creature di San Francesco

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

venerdì 2 ottobre 2009

Incentivi per l'acquisto di biciclette

logo Stilinfo mobilità sostenibile

Dal 25 settembre ripartono gli incentivi per l'acquisto di biciclette, biciclette con pedalata assistita e ciclomotori ecologici

Dal 25 settembre si riaprono gli incentivi per l'acquisto di veicoli ecologici a due ruote.

Qualunque cittadino dotato di Codice Fiscale può acquistare una bicicletta con un incentivo pari al 30% del suo costo fino a un massimo di 200 Euro o una bicicletta a pedalata assistita con un incentivo pari al 30% del suo costo fino a un massimo di 450 Euro.

Possono essere acquistate soltanto le biciclette dei costruttori certificati dall'ANCMA (Associazione Nazionale Cicli Motocicli e Accessori) o dalla CEI-CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Strada) presso i rivenditori autorizzati. Le informazioni sui Costruttori e rivenditori sono reperibili nella sezione dedicata del sito http://www.incentivibiciclette.minambiente.it/Default.aspx.


Per usufruire dello sconto non è necessaria nessun'altra formalità se non quella di fornire al rivenditore i propri dati anagrafici e copia del proprio documento d'identità.

Tutte le informazioni, l'elenco dei rivenditori autorizzati, i modelli ed i prezzi presso si posono richiedere presso lo Sportello Stilinfo.

martedì 29 settembre 2009

Salmo 90

lunedì 28 settembre 2009

Nasce in Riviera del Brenta la scarpa su misura I piedi delle signore vip saranno passati allo scanner


In Riviera del Brenta 14mila addetti producono oltre 21 milioni di paia di scarpe all'anno. Soprattutto calzature con tacchi a spillo, spesso molto alti. Bene, ora queste scarpe d’elite potranno essere personalizzate. Una donna ad esempio potrà d’ora in avanti entrare in una boutique della scarpa e scegliere un modello. La novità è che un macchinario passerà letteralmente i suoi piedi ai raggi X, usando una metafora, dopodichè l’intera documentazione verrà inviata ad una delle tante aziende che operano in Riviera. Dopo pochi giorni alla signora verranno consegnate due scarpe perfette, letteralmente fatte su misura.
«In un momento di riflessione come quello attuale - hanno sottolineato Marcellino Doni e Mauro Tescaro, presidente e direttore del Politecnico Calzaturiero alla presentazione dell'atteso progetto “Dal piede digitale alla scarpa” - gli imprenditori rivieraschi hanno dimostrato di essere molto attenti all'innovazione di prodotto e di accesso tecnologico. Attenti a riflettere anche su nuovi modelli di business che possano offrire opportunità di sviluppo alle nostre aziende. Il progetto, primo ed unico in Italia, è in sostanza un ritorno quasi romantico agli inizi della carriera di tanti imprenditori: realizzare la “scarpa su misura”. Un tempo, seduti davanti al “banchetto” e adesso usando nuove tecnologie».
Industriali ed allievi della scuola per tecnici e designer hanno potuto osservare ammirati lo scanner infoot ed i software che consentiranno di effettuare numerose operazioni: trovare la forma più simile al piede digitale, modificarla per adattarla e sviluppare sulla stessa i modelli della collezione.
Al termine della presentazione - l'incontro è stato promosso dall'Acrib e dal Politecnico, in collaborazione con la società Torielli - sono state illustrate le attrezzature per la digitalizzazione e i software. Dal 28 settembre al 2 ottobre le Aziende del Distretto Veneto Calzaturiero parteciperanno ad incontri di approfondimento personalizzati per sperimentare la nuova metodologia e le performance delle tecnologie disponibili.
Silvano Bressanin ( Gazzettino)

Puliamo il mondo


News
Grande successo di Puliamo il Mondo 27/09/09 Oggi 700 mila volontari in oltre 1700 comuni hanno ripulito strade, parchi, aree verdi da tonnellate di rifiuti di ogni genere e hanno reso l'Italia più pulita e vivibile. [...]
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SCEGLI COME ADERIRE http://www.puliamoilmondo.it/2009/aderisci_volontario

mercoledì 16 settembre 2009

I vestiti come le automobili: l’usato per lo sconto sul nuovo


L’idea anticrisi di un commerciante con negozio di abbigliamento in centro a Padova. «Le tariffe? Cento euro per un abito»

Il commerciante ritira i capi usati dei clienti, in cambio di buoni acquisto per comprare la merce nuova. «Perché gli armadi sono pie­ni e la gente ha sempre meno soldi in tasca», dice lui. Così ecco la pensata. «Vendo gli ul­timi arrivi e intanto raccolgo gli abiti che non si usano più. Era da un po’ che ci pensavo, ora è giunto il momento».
Da qualche giorno in vetri­na fa dunque bella mostra un cartello, che sembra mutuato da una concessionaria di au­tomobili. «Il tuo usato da scontare sul nuovo», vi si leg­ge.
«Anche pantaloni con i buchi o abiti viziati, macchiati, rovi­nati », spiega. L’importan­te è che sia merce di seconda mano. Già indossata. «Abbia­mo battezzato l’iniziativa “operazione usato”», dice. «E in Italia siamo i primi a mettere in pratica una cosa del genere», Il commerciante ha acquistato un ca­pannone fuori città, dove ver­rà depositato il vestiario rac­colto che sarà poi venduto ad una ditta tessile di Prato per mezzo euro al quintale. L’operazione è stata studia­ta nei dettagli. Tanto che per ogni tipo di capo usato, che sarà consegnato in negozio, è previsto un buono sconto di valore differente. «Un abi­to di seconda mano vale 100 euro – spiega il signor Alber­to - . E la stessa cifra sarà asse­gnata per un cappotto di se­conda mano». Chi porterà in­vece una giacca o un giacco­ne potrà beneficiare di un bo­nus da 50 euro; chi invece la­scerà un impermeabile addi­rittura 80. I pantaloni infine valgono 30 euro, le camicie e le maglie 20. «E’ un’iniziativa un po’ rischiosa - confida il signor Alberto- , anche per­ché noi non contiamo su nes­sun contributo statale. Ma siamo disposti ad andare avanti finché vedremo che le cose funzionano».
Sarà interessante vedere quale sarà la reazione dei clienti all’iniziativa !
Fonte: Il corriere del Veneto

lunedì 7 settembre 2009

Più attenzione per le nostre stanche ossa


Serve fare la densitometria ossea computerizzata (Moc), ossia l’esame per documentare appunto la densità delle nostre ossa? Sì, anche se molti medici tendono a posticipare l’età in cui fare questo esame a ben oltre la menopausa, dicendo che tutto sommato non serve o serve poco farla a cinquant’anni, e che quindi è meglio risparmiare i soldi. Errore. Uno studio corposo pubblicato sulla rivista scientifica “Osteoporosis” da R.J. Barr e collaboratori dell’Università di Aberdeen, ha analizzato ben 4800 donne tra i 45 e i 54 anni.
Dunque in un’età in cui la menopausa non è ancora necessariamente arrivata ma se ne avvertono i primi sintomi. Queste signore hanno iniziato lo studio nove anni fa: la metà ha fatto la Moc, l’altra metà no. Dopo nove anni ecco il risultato fondamentale: quelle che avevano fatto la MOC in quell’età ancora giovane, e scoperto che avevano l’osteopenia (situazione di iniziale riassorbimento osseo) o l’osteoporosi (riassorbimento che aumenta il rischio di frattura ossea), avevano iniziato la terapia ormonale sostitutiva con gli estrogeni, tanto vituperata in Italia, nel 52,4% contro il 44% dei controlli, quindi il 7,9% in più. Perché gli estrogeni? Perché sono i più potenti amici di un osso giovane, elastico, funzionante vitale. Se si considera che in Italia fa terapia ormonale solo il 3% delle donne, c’è da pensare…. Inoltre, il 36,6% delle donne studiate con MOC contro il 21,6% delle donne di controllo (15% in più) aveva fatto uso di vitamina D, Calcio, o “calcio addensanti” (alendronato, etidronato, raloxifene). Con un risultato pratico, di salute, notevolissimo: una riduzione di ben il 25,9% delle fratture ossee di ogni tipo. Quindi una MOC ai primi segni di menopausa è preziosa per capire se si è a rischio di maggiore perdita ossea, sia per responsabilizzare donne e medici curanti sull’opportunità di terapie adeguate, sia per ridurre i costi spaventosi, quantizzabili e non quantizzabili, che una o più fratture comportano per la donna colpita, la sua famiglia e la società. Costi di esami, ospedalizzazione, cure, riabilitazione, assistenza domiciliare, tempo dedicato dai familiari. Ma anche costi non quantizzabili, eppure pesantissimi, emotivi e affettivi: il dolore, la disabilità, la perdita di autonomia e, spesso, di dignità, in ospedalizzazioni lunghe in cui la malata diventa un corpo oggetto di cure e non una persona sofferente. Costi fatti di solitudine, di senso di impotenza, di analgesia inadeguata, di sconforto, di tristezza, di abbandono.
Ci vuole proprio una MOC per capire se l’osso si sta riassorbendo troppo velocemente indebolendosi in modo irreversibile? Per confermarlo, sì. Anche se certamente alcuni segnali di rischio possono aiutare a individuare le donne che hanno bisogno di diagnosi e aiuto più precoci. Questo perché l’osteoporosi è un nemico insidiosissimo della salute delle donne, specie dopo la menopausa, per una ragione fondamentale spesso trascurata: è silenziosa. E quando dà segno si sé, per il dolore da microfratture, per una frattura conclamata, o perché gli impianti dentari falliscono, per il riassorbimento marcato dell’osso alveolare, su cui sono letteralmente “piantati”, spesso è troppo tardi.
Come capire se una donna è vulnerabile a questo invecchiamento osseo patologico? Abbiamo molti segnali: il primo è la familiarità. Una mamma, una nonna sofferenti per l’osteoporosi, o fratturatesi per questo, sono un segnale di attenzione. Il secondo è la storia estrogenica personale. Sì, perché, come si diceva, gli estrogeni sono il miglior amico del nostro tessuto osseo: garantiscono che nuovo calcio si depositi nell’osso - che è un tessuto molto dinamico, contrariamente a quanto si pensi- e limitano il suo riassorbimento. Quando una donna ha avuto la prima mestruazione tardi, lunghi periodi di blocco mestruale (la cosiddetta “amenorrea disfunzionale”), da dieta eccessiva, da forte stress psicofisico, da lutto, ma anche per terapie mediche, o ha avuto una menopausa precoce, spontanea o provocata, è già ad alto rischio di più rapida perdita ossea (il cosiddetto “bilancio negativo del calcio”) a meno che non assuma terapie estrogeniche, in assoluto le più potenti amiche dell’osso, come tutti gli studi sull’argomento hanno confermato nell’arco di questi decenni, senza eccezioni. Il che, in medicina, è cosa rara… Il terzo fattore di rischio è l’alimentazione: una dieta povera di calcio espone già in età fertile a perdere osso, anche marcatamente. Oggi soprattutto, con la moda delle intolleranze alimentari, migliaia di donne giovani e meno giovani non toccano più né latte né latticini. Attenzione: bisogna allora sostituire il calcio tolto dall’alimentazione con almeno 1.000 mg di calcio al dì, per tutto l’anno e per tutta la vita, se la restrizione dei latticini persiste (per esempio, per carenza di lattasi, l’enzima che ci consente di digerire il latte). Altrimenti un’osteoporosi precoce e grave è garantita. Il quarto è la mancanza di movimento fisico quotidiano, sia in età fertile, sia quando si facciano le terapie per curare la stessa osteopenia o osteoporosi.
L’esempio che faccio alle mie pazienti è semplice: “Prescrivendole gli estrogeni (ed eventualmente il testosterone), calcio, vitamina D, magnesio, e calcio addensanti, le fornisco tutti gli ingredienti per fare la torta che si chiama osso. Ma se lei non li impasta tutti i giorni, ossia non li attiva con il movimento fisico, avrà sì, ingredienti perfetti, ma la torta-osso non verrà mai fuori. Anzi, succederà una cosa poco nota: il calcio si deposita sì sul collagene dell’osso un po’ di più, rispetto a chi non assume queste terapie, ma in modo casuale e non “biomeccanicamente adeguato”, come succede se invece la donna cammina e fa sport. Risultato: l’osso diventa più rigido, meno elastico, e può fratturarsi di più in caso di sollecitazioni meccaniche brusche come il semplice inciampare”.
Morale: con l’allungarsi della vita, la frattura da osteoporosi, con l’obbligo di periodi prolungati a letto e le frequenti trombosi che ne derivano, è causa gravissima di disabilità, di dolore, di solitudine e di morte. Ognuno di noi deve adottare stili di vita sani, tra cui alimentazione adeguata e movimento fisico quotidiano. Ma certamente sono necessari quegli esami diagnostici precoci, come la MOC, che ci consentono di riconoscere che un’osteopenia o un’osteoporosi sono già iniziate, prima che compaiano le fratture e il dolore. Per vedere subito quel semaforo rosso che può portarci a migliorare le nostre abitudini di vita, ma anche a fare quelle terapie amiche del nostro futuro, come le terapie ormonali dopo la menopausa, che, oltretutto, costano molto meno di qualsiasi altra terapia per l’osteoporosi. E che sono tanto più preziose quanto più sono iniziate subito dopo la scomparsa del ciclo e a dosi personalizzate.
Attenzione, tuttavia: fare una MOC non serve, se poi non si cambiano le strategie di prevenzione per garantire la salute dell’osso. Ecco perché l’assunzione quotidiana di responsabilità verso la propria vita è necessaria per allungare l’aspettativa di salute, costruendo oggi le basi per un domani sereno in dignità e autonomia, di corpo e di cuore.
Fonte

Venezia dall'acqua

http://www.canalview.it/
Cliccare per vedere Venezia dall'acqua ( evento interattivo sul tema del Canal Grande 6-11 settembre)

lunedì 31 agosto 2009

Influenza A: 100 domande, 100 risposte

Un libro in edicola dal 2 settembre con il Corriere della Sera risponderà a tutti i dubbi sulla pandemia

Il governo ha predisposto un piano di vaccinazione di massa per contrastare il diffondersi dell'influenza A. Il vaccino sarà disponibile a partire da metà novembre e verrà somministrato gratuitamente e su base volontaria cominciando dalle categorie a rischio. Mai però come in questo momento aumentano i dubbi tra la popolazione su cosa fare per evitare il contagio. Come si affronta la nuova influenza? Come ci si deve comportare con i bambini, con le persone anziane, con le donne in gravidanza? Si può viaggiare senza correre rischi? Sono infatti solo alcune delle tante domande che le persone si pongono sul tema della nuova influenza. Che fa paura e della quale si vorrebbe sapere tutto.

IL LIBRO - Proprio per rispondere agli interrogativi dei cittadini uscirà in edicola mercoledì 2 settembre «Nuova influenza, come prevenirla, come curarla», un libro che contiene cento domande sulla pandemia generata dal virus H1N1 alle quali vengono date cento risposte in modo semplice e chiaro. Il libro sarà in vendita con il Corriere della Sera a 2,99 euro (più il prezzo del quotidiano).

Fonte:

Fumo


Fumatori, aspiranti non fumatori, ex fumatori, non fumatori, medici o farmacisti: qualunque sia il vostro rapporto con il fumo di tabacco, il sito di questa settimana vi offre un percorso personalizzato per saperne di più sui danni che può provocare e sulle strategie per liberarsi da questo pericoloso vizio.
Oltre ad un'aggiornata sezione dedicata alle news, con segnalazione di eventi o iniziative, il sito propone numerosi strumenti utili a chiunque voglia approfondire l'argomento: dal calcolo automatico della spesa per il fumo, che si può ottenere rapidamente inserendo la marca e il numero delle sigarette consumate in un giorno, al test di Fagerström, per misurare la propria dipendenza dalla nicotina; dalla Macchina del tempo, per imparare a conoscere quali benefici avrà il tuo organismo se deciderai di smettere di fumare, alle informazioni sui contenuti di condensati e nicotina nelle sigarette commercializzate in Italia; dall'elenco dei Centri antifumo attivi in Italia alla ricca Area link.
Non mancano infine una bacheca virtuale dove è possibile inserire, dopo la registrazione gratuita, annunci e messaggi diretti a tutti i visitatori di Fumo.it, ed il servizio Gli esperti in linea, che offre la possibilità di mettersi in contatto, attraverso il sito, con qualificati esperti in materia di fumo di tabacco. Chiunque lo desideri può porre dei quesiti su dipendenza, malattie, diritti dei non fumatori e tutte le problematiche collegate a questo tema.
DA NON PERDERE: l'occasione per accrescere la propria consapevolezza sulle conseguenze del proprio stile di vita e, perché no, di farsi un regalo liberandosi una volta per tutte del fumo.

Visita il sito http://www.fumo.it


domenica 30 agosto 2009

Parlare di Dio ai bambini


"Papà, mamma, cosa c'è oltre il cielo?" E Dio che cosa fa lassù? Quando si muore si va in Paradiso? Com'è?". Sono queste alcune delle domande che a volte ci sentiamo rivolgere dai nostri figli e alle quali non sempre siamo in grado di rispondere.

Dai 4 anni iniziano le prime interrogazioni sulla trascendenza, vogliono sapere dove è Dio, come è fatto il paradiso e come sono gli angeli. Nel momento in cui hanno il primo impatto con la morte i bambini provano il bisogno di credere nell'al di là, di fare tante domande ai propri genitori o agli insegnanti e vogliono capire perché si muore e cosa avviene dopo. Per esempio se si può tornare ancora sulla Terra. Per essi è un modo per sentirsi rassicurati.

Un po' più tardi, verso i 6/7 anni essi abbandonano generalmente il mondo dell'immaginazione e cessano di credere a Babbo Natale o in Gesù Bambino, ma non smettono di credere che un angelo possa essere loro vicino. Guai a spegnere questo credo. Infatti, i giovani d'oggi, che sfidano la morte con surrogati vari o che per nonnulla ammazzano, sono proprio soli e senza scopi perché è venuto a mancare il senso religioso, che è il senso del valore della vita. A quest'età essi hanno assoluto bisogno di riferimenti e di credere che non siamo nati per distruggerci e distruggere. Questa è l'età in cui nascono le fobie e gli incubi notturni.

A 10 anni essi sono coscienti dell'irreversibilità della morte, nascono tante altre paure, ma soprattutto quella di perdere le persone care: mamma e papà innanzi tutto, ma oggi anche i nonni diventano importanti per i ragazzini adolescenti. Quando muore un nonno è come se si spegnesse un sogno. Ogni bambino si pone delle domande dentro di sé e se non le verbalizza non è perché non ci pensa, ma perché vuole evitare di angosciare ulteriormente se stesso e i genitori. Così quando si avvera un lutto in casa occorre parlarne serenamente, pensando che la scomparsa della persona cara non è solo una perdita, ma è anche una forze che entrerà nella nostra casa in modo spirituale, come benedizione.

Un'altra domanda che essi spesso si fanno e ci pongono è: "Dove si va dopo la morte e da dove si viene prima della vita?". Ricordatevi che per i bambini le risposte positive creano senza dubbio sicurezza, quelle sfuggenti o negative aumentano la sfiducia. A un bimbo di 4 anni che domanda "Dove ero prima di nascere?" occorre rispondere senza sotterfugi. "Prima di nascere eri nella pancia della mamma". "E prima ancora dove ero?". "Eri nei sogni di papà e di mamma". E' importante quindi che egli creda di non essere venuto per caso e che la sua vita ha un senso, per questo papà e mamma lo amano tanto.

Per il bambino credere in Dio è una forza che aiuta a vivere e a crescere poiché si sentono protetti da un altro papà e un'altra mamma che vegliano su di lui, con una protezione celeste che sta sopra. Dire ai piccoli che c'è sempre un angelo che veglia su di lui e lasciare che sia lui a scegliere come chiamarlo significa sganciarlo da un attaccamento emotivo alle sole figure genitoriali e rappresentative.

I bambini in genere sono anche molto interessati alla storia della Bibbia, l'Arca di Noe, Davide e Golia, Mosè e così via. Non togliamo queste curiosità, anche se il nostro credo ci porterebbe a razionalizzare ogni cosa. Il mondo del bambino è magico per definizione e dobbiamo rispettarlo.

Evi Crotti (Il giornale)

sabato 29 agosto 2009

L'influenzometro


In autunno, con l'arrivo della stagione influenzale, i virus in circolazione nella Penisola - tra 'influenza classica', quella 'nuova' e sindromi 'cugine' - saranno parecchi, e l'allarme legato all'H1N1 rischia di creare confusione tra gli italiani.
Per questo motivo il pediatra di Milano Italo Farnetani ha ideato l'influenzometro, un test a punti per aiutare a riconoscere i sintomi dell'influenza e non confondere la 'suina' o la 'classica' con infezioni più diffuse e frequenti.
«L'influenza determina sintomi precisi, che formano un quadro clinico caratteristico e inconfondibile. È allora importante saper riconoscere i sintomi dell'influenza suina - dice l'esperto all'Adnkronos salute- soprattutto per non commettere l'errore di scambiarla con tutte le infezioni che sono più diffuse e frequenti.
L'influenzometro punta a mettere fine all'incertezza, fornendo uno strumento per orientarsi».
Ma come si presenta l'influenza stagionale? «Febbre alta, talvolta superiore a 38,5°C, che dura anche 4 giorni, dolori alla schiena e alle articolazioni. La caratteristica principale perciò è quella di avere un quadro clinico dominato soprattutto da temperatura elevata, malessere, spossatezza e dolori a ossa e articolazioni, senzala contemporanea presenza di altri sintomi dominanti, per esempio la tosse». I sintomi della 'suina' sono simili a quelli della classica influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.
Le infezioni 'cugine', che potrebbero essere scambiate per influenza, hanno altri sintomi predominanti. «Quando i sintomi prevalenti, cioè quelli che danno più fastidio, sono tosse e raffreddore - prosegue il pediatra - in gioco c'è un virus parainfluenzale. In altri quadri clinici predomina una sintomatologia localizzata nell'apparato digerente, con vomito e diarrea, come nel caso in cui siano coinvolti gli adenovirus (o i rotavirus se si tratta di bambini con meno di 3 anni)».
Ecco dunque l'influenzometro, un test da eseguire armati di carta e penna, in questo modo: «Basta leggere il testo - spiega Farnetani - e solo quando il sintomo o ciò che è descritto corrisponde alla propria situazione si segna il punteggio che è riportato accanto. Alla fine si fa la somma e si legge il risultato».
1) Dolore alla schiena e alle articolazioni: se è presente da meno di 4 giorni +50 punti - mal di testa: se è presente da meno di 4 giorni +30 - mal d'orecchie -10 - dolore all'addome (mal di pancia) -10
2) Febbre - superiore a 38,5°C per 3 giorni +30 - superiore a 38,5°C per 4 giorni o più +40 - superiore a 38,5°C per meno di 3 giorni +20 - da 37,6°C a 38,4°C +5 - inferiore a 37,5°C o assente -20
3)
Occhi - arrossati +5 - dolore quando si guarda lateralmente: se è presente da meno di 4 giorni +20 - con bruciore +5 - con lacrimazione abbondante +10 - appiccicosi e con secrezione gialla -5 - normali 0
4)
Volto - arrossato +5 - pallido -10 - normale 0 -
5) Pelle - calda e/o umida -5 - normale 0
6)
Tosse - secca +10 - grassa -10 - assente +10
7) Gola - fa male +20 - brucia +5 - è secca +5 - nessuno dei sintomi precedenti -10
8) Voce - rauca +10 - normale 0
9) Naso - secrezione chiara e liquida +10 - chiuso -20 - normale 0
10)
Apparato digerente - vomito -10 - diarrea -10 - stipsi 0 - normale 0
11) Condizioni generali - malessere: se è presente da meno di 6 giorni +20 - svogliatezza: se è presente da meno di 6 giorni +5 - ci si stanca con facilità: se è presente da meno di 6 giorni+5 - mancanza di appetito: se è presente da meno di 6 giorni +5 - nessuno dei sintomi o dei casi precedenti -20
Il risultato: se il punteggio è uguale o superiore a 130, è influenza.
Se è inferiore a 130, non è influenza.

Fonte

martedì 25 agosto 2009


Hanno detto o dissero:

Il letto è il posto più pericoloso al mondo: vi muore l'80% delle persone.

Si inoltrò nella giungla dove la mano dell'uomo non aveva mai messo piede.

Un professore emerito, vecchio stampo , sta interrogando un candidato durante un esame. Il candidato è piuttosto sveglio, ma poco preparato sull'argomento, al punto che dopo qualche risposta incerta e biascicata, il professore interviene interrompendolo ed esclama con aria spocchiosa: -"Assistente, porti della biada per l'asino! " e lo studente fulmineo: -"Per me una birra! "

Se la prima volta non ti riesce il paracadutismo non fa per te!

I Dieci Comandamenti sono stati formulati in modo così semplice, conciso e comprensibile perché non sono stati elaborati da una commissione.....

Quando pensi che a nessuno al mondo importi se sei vivo, prova a non pagare per due mesi la rata della macchina....

lunedì 17 agosto 2009

Perchè il cielo è blu?

La luce visibile di color bianco proveniente dal Sole è composta dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di diverse lunghezza d'onda che variano dalla radiazione che percepiamo come violetta, fino alla radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, verde, giallo, arancio. Le particelle di polvere e le goccioline d'acqua presenti nell'atmosfera sono molto più grandi della lunghezza d'onda della luce visibile: in questo caso la luce viene riflessa in tutte le direzioni allo stesso modo, indipendentemente dalla propria lunghezza d'onda. Le molecole di gas hanno dimensioni inferiori e la luce si comporta diversamente a seconda della sua lunghezza d'onda. La luce rossa ha una lunghezza d'onda maggiore e tende a “scavalcare” le particelle più piccole senza “vederle”; questa luce, dunque, interagisce molto debolmente con l'atmosfera e prosegue la sua propagazione rettilinea lungo la direzione iniziale. Al contrario, la luce blu ha una lunghezza d'onda inferiore e si “accorge” della presenza delle molecole da cui è infatti riflessa in tutte le direzioni. Quindi, nell'attraversare l'atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d'onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell'aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.

lunedì 27 luglio 2009

La lezione del frassino e della rosa


Per me questa è poesia

“Ho bisogno di poesia e di vita vera. Ho bisogno di pace e di bellezza. Ho bisogno di profumi e di silenzio…”. Per quanti di noi identificano la vacanza non (o non solo) come un’immersione nella bolgia satrapica delle spiagge o nel tourbillon vorticoso di cittadine montane o marine, la risposta migliore sta sui monti. Ma non quelli alla moda. No, certamente no, a luglio e ad agosto. In questi mesi di esodo travolgente, bisogna andare dove pochi camminano, con presenza leggera.

Un luogo magico, per semplicità e bellezza, il migliore, per me, che la magnifica terra del Nordest può dare, sta nelle Vette e nelle Alpi Feltrine, sul monte Cimonega o sul Pizzocco. Dove è possibile rigenerare corpo, mente e cuore, in perfetto equilibrio.
Dove è possibile cogliere nei cespugli e negli alberi silenziosi esempi solidi dell’arte di vivere, sopravvivendo a sconquassi e lacerazioni, come e forse meglio di prima. Dove la mente si placa, perché si ritrova in un ambiente millenario intatto, di cui i nostri cromosomi serbano traccia e di cui il nostro cuore, lacerato nelle frenesie dei contesti urbani, prova profonda e immensa nostalgia. Soprattutto quando, tornando su un sentiero amato ma mai più ripercorso dai tempi del liceo, si ritrovano intatti i boschi e gli orizzonti, familiari e rigeneranti i profumi, esemplarmente tenuti i sentieri e nemmeno una carta o un barattolo per terra in cinque ore di cammino. Un sogno ritrovato.
Se il mattino è limpido e l’alba leggera, dopo una pioggia notturna, partire presto riporta al corpo l’allegria spartana degli anni dolci e ardenti della giovinezza. E se il corpo è in forma, lo slancio soddisfatto del passo e l’energia festosa della mente cancellano in un attimo ogni pesantezza dell’anno trascorso. Ora sono gli alberi a sussurrare. Ed è il torrente, che canta sereno e trasparente, a dare un ritmo diverso al giorno che si snoda in modo musicale. Il cuore ha deciso: si va in Val Canzoi, sopra Cesiomaggiore, dopo Feltre. Una lunga strada percorre dolce il tratto estremo della valle, fino all’inizio del sentiero. Ma sì, andiamo per l’806, per il bivacco Feltre dedicato a quell’uomo di montagna raro che era Walter Bodo. Dopo un laghetto verdissimo, si comincia a salire sul velluto. Un morbido tappeto bruno di foglie di frassino, in un bosco di rara integrità, con raggi di sole acceso che accarezzano insinuanti il verde brillante delle foglie, il grigio lucente dei tronchi e il viola divertito dei ciclamini. Nessuno intorno. Nessuno. Eppure è sabato. E luglio. Camminando con passo regolare e curioso, e cuore indisturbato, c’è tempo di osservare. Ed ecco il frassino grande, sradicato da un temporale almeno vent’anni fa. E’ rimasto lì, con il tronco abbandonato parallelo al suolo, e solo un ciuffo di radici, forse meno di un quinto, ancora attaccate al terreno. Dopo lo shock, il frassino si è detto: “Se c’è anche solo una radice attaccata alla terra, posso ricominciare. Posso continuare a vivere. Ci provo”. E via un ramo, dritto a sembrare un albero vero teso verso il cielo e la linfa arriva, e lui, il primo ramo nuovo, come quelli intorno, cresce di slancio e le piccole radici, rimaste sotterra, prendono coraggio e si allargano di più. E allora ancora, due, tre, sei rami nuovi addirittura, perfettamente dritti, ortogonali al tronco generoso, felici e dritti ad abbracciare il cielo. Il vecchio tronco disteso se li guarda, con un certo gusto. E molto orgoglio. Certo, la posizione non è comoda, ma la linfa che scorre è linfa viva e l’energia delle radici è vera, e la musica delle foglie è quella amica del frassino antico, che del coraggio di vivere ha fatto un monumento, verde e vivo. Cercare frassini coraggiosi diventa un gioco. Un altro, cresciuto alto su una roccia con un groviglio ardito di radici, non è stato da meno. Anche lui, dopo lo squasso violento che lo ha abbattuto, ha ricercato la vita. Accettando di guardare il mondo a testa in giù, ma con i rami nuovi, a sembrare alberi giovani, dritti di felicità a testa in su. Con un tocco di bellezza speciale: le radici scalzate, aggrovigliate e levigate dal tempo, a formare una scultura magnifica. Sembra la Nike di Samotracia, e mai nome – Vittoria - sarebbe più pertinente. Stupenda, hai voglia di accarezzarla con la mano. Per sentire la sua storia ruvida, e la sua voglia di stare ancora nel mondo, al suo posto, con un nuovo equilibrio, un’altra prospettiva e nuova armonia. Gli antichi parlavano di “vis sanatrix naturae”, la forza di cura della natura, e certo il bosco può insegnarci molto, se lo si osserva con attenzione e amore. Salendo ancora, il sentiero è interrotto da una slavina di ghiaccio e neve. Chi si ferma? Si prova a passare a monte, dietro alla slavina, dove la roccia è solida e il terreno è buono. Ha portato via tutto, la slavina, ma non una vecchia rosa selvatica, dal tronco grosso e nodoso, cresciuta in bilico dentro una crepa laterale. E’ rimasta lì, con i rami strappati e malmenati, ma le radici ben adese. E adesso è qui, sorridente e fiorita, protesa verso il sole con i suoi petali rosa, leggiadri in tanta distruzione. Si guarda la valle magnifica, il verde disteso dei boschi lontani, la corona assolata delle vette, il lago di smeraldo in fondovalle. Dopo tanti inverni e tanto freddo e tanta neve, e la paura nera della grande slavina, sorride lieta la vecchia rosa: “Sono ancora viva. E sono qui”.
Alessandra Graziottin
Fonte
: Il gazzettino