E' ARRIVATO L'INVERNO!!...
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lunedì 26 gennaio 2009

Stupro,choc che non si può cancellare

di Alessandra Graziottin

Se la ragazza violentata a Roma fosse stata la figlia del Gip, costui avrebbe messo il violentatore agli arresti domiciliari? Probabilmente no . Che indifferenza e che sfregio.
La beffa dopo la tragedia. Perché in questo caso sì? ci chiediamo tutti. “Si è pentito”. E allora? Il pentirsi, soprattutto quello strumentale dell’ultima ora, non elimina la responsabilità né il danno causato, e non può attenuare la severità della pena. Basta con il pentitismo. Altrimenti, come fa un donna a sentirsi tutelata da questo Stato?
“Li prenderete, vero?” chiede ai carabinieri la ragazza violentata a Guidonia da cinque delinquenti mentre era appartata con il fidanzato in un momento di intimità. Prenderli, in questa Italia, che senso ha? Ammesso di trovarli, avranno tutte le attenuanti possibili. In ogni caso, saranno di nuovo rapidamente fuori, tra indulti e altri privilegi che qui hanno solo i delinquenti. Se extracomunitari, l’espulsione sarà un farsa. E il rischio di ulteriori ritorsioni e violenze da parte del o dei violentatori sarà reale e pesantissimo.
E la ragazza violentata, invece, quanto a lungo dovrà soffrire, dopo? Nessuno pensa che ognuna di queste ragazze ha un rischio concreto di gravidanza: come può sentirsi una donna che scopre di essere incinta dopo uno stupro? Certo, in ogni pronto soccorso i medici dovrebbero raccomandare l’uso immediato della contraccezione d’emergenza, la pillola del giorno dopo. Ma quanti lo fanno? E se la ragazza per convinzioni religiose non se la sente? Come può portare avanti una gravidanza concepita in queste condizioni? E tra tutte quelle che non denunciano la violenza, quante pensano a prendere subito questo contraccettivo? Lo stato di shock rende difficile anche il pensare a questa possibilità. Eppure questa è una conseguenza concreta e tragica.
E le malattie sessualmente trasmesse? Cinque delinquenti che ti violentano quante malattie, anche gravi, possono trasmettere? Non ci si pensa ma il diverso periodo di incubazione di queste malattie rende ansiosa l’attesa dei diversi test anche dopo mesi dallo stupro. Purtroppo non ci sono cure preventive per molte di queste infezioni sessuali. E così una donna rischia concretamente di essere infettata e rovinata irreparabilmente nel corpo e nella mente. Lo stupro configura a tutti gli effetti, anche dal punto di vista medico, oltre che psichico, una lesione personale gravissima da perseguire con estrema severità e non con l’insultante e banalizzante leggerezza che vediamo nel nostro Paese.
Poi ci si chiede perché le donne denunciano le violenze subite solo nel 4% cento dei casi. Ma a che serve parlare? Per subire l’ennesima umiliazione degli interrogatori, gli sguardi curiosi , giudicanti o malevoli delle persone, il giudizio sociale pesante, lo stigma di essere un corpo oltraggiato, violato, ferito e magari anche ammalato? Per rischiare di vivere dopo in una situazione di ricatti, minacce e violenze, come era successo alla ragazza piemontese che è stato poi uccisa dal suo violentatore, al tempo denunciato, dopo anni di persecuzioni fisiche e psichiche? Un caso infelice? No: dati statunitensi rivelano che, dopo la denuncia, una donna violentata su tre subisce ritorsioni e ricatti dal violentatore o i suoi amici. Un rischio ulteriore che non può essere sottovalutato.
La deriva delle norme in corso e la banalizzazione della violenza come “problema minore” dell’ordine pubblico fa sì che noi donne ci sentiamo sempre meno tutelate e sempre più esposte all’aggressività violenta di maschi, italiani o immigrati che siano. Che siano “bravi ragazzi” che hanno agito sotto l’effetto di droghe non è un’attenuante, ma un’aggravante. Punto. E se sono extracomunitari, la pena deve essere del pari esemplare e certa. Soprattutto certa, fino al completamento dell’espiazione. E basta anche con la mitologia del povero immigrato. Ci sono immigrati di qualità, che meritano a tutti gli effetti lo status di cittadino italiano, con diritti e doveri. Ma anche una pletora di banditi, la cui esistenza è fatta di espedienti e furti, che hanno contribuito a ridurre drasticamente la sicurezza nel nostro Paese: vanno perseguiti con decisione, fino in fondo.
E che cosa dire della frustrazione delle Forze dell’Ordine? Perché devono fare mesi di indagini per poi vedersi beffate dalla sostanziale impunità regalata ai delinquenti? Come molti italiani sono delusa dalle periodiche promesse elettorali sull’ordine pubblico e sulla certezza della pena. Anzi, come moltissimi cittadini mi sento francamente presa in giro. Purtroppo, in questo aspro gennaio in cui gli stupri quotidiani sono diventati un bollettino di guerra, angoscia e addolora il vedere ogni giorno che l’area della violenza sessuale non si limita alle donne. I periodici scandali sulla pedofilia in ambito religioso, contro bambini che non possono difendersi, perché bambini o perché, ancora peggio, con diverse disabilità, lasciano agghiacciati. Credo che la Chiesa, prima di predicare contro la contraccezione, dovrebbe seriamente lavorare al proprio interno per la moralizzazione del comportamento sessuale di alcuni dei suoi religiosi, o l’espulsione dal corpo ecclesiale. Non si può predicare contro le pagliuzze altrui se non si guardano prima le proprie travi. Sull’inescusabile delitto della violenza sui bambini Gesù Cristo per primo ha scelto parole di fuoco.
Alessandra Graziottin

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lunedì 5 gennaio 2009

Il caro-prezzi dimenticato con l'avvento dell'euro


C'è un'esosità latente nei prezzi indicati ormai solo in euro che non sempre cogliamo a causa del fatto che abbiamo stoltamente abbandonato troppo presto la sana abitudine di fare i nostri debiti calcoli prima di accingerci a un acquisto, inoculataci saggiamente dai nostri padri e dalle nostre madri, e tendiamo per lo più a considerare i prezzi, erroneamente, come se fossero indicati ancora nelle vecchie lire.
Fra i numerosi esempi che potrei fare in proposito, ne basti uno che, senza tema di esagerare, reputo alquanto eloquente.
Allorché oggigiorno in un ristorante non necessariamente tra i più rinomati, dopo aver consumato un normalissimo pasto, tutt'altro che luculliano, ci vediamo presentare un conto di 50-70 euro siamo soliti pagare senza battere ciglio e senza obiettare alcunchè.
Dimenticandoci tuttavia che soltanto qualche tempo addietro se, dopo aver consumato lo stesso pasto, ci avessero presentato un conto di 100-140mila lire - l'equivalente cioè degli odierni 50-70 euro – non avremmo sicuramente esitato a chiederci, senza ombra di dubbio alcuno, se non era il caso, alle volte, di far intervenire la polizia.
Enzo Pedrocco
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