E' ARRIVATO L'INVERNO!!...

venerdì 2 ottobre 2009

Incentivi per l'acquisto di biciclette

logo Stilinfo mobilità sostenibile

Dal 25 settembre ripartono gli incentivi per l'acquisto di biciclette, biciclette con pedalata assistita e ciclomotori ecologici

Dal 25 settembre si riaprono gli incentivi per l'acquisto di veicoli ecologici a due ruote.

Qualunque cittadino dotato di Codice Fiscale può acquistare una bicicletta con un incentivo pari al 30% del suo costo fino a un massimo di 200 Euro o una bicicletta a pedalata assistita con un incentivo pari al 30% del suo costo fino a un massimo di 450 Euro.

Possono essere acquistate soltanto le biciclette dei costruttori certificati dall'ANCMA (Associazione Nazionale Cicli Motocicli e Accessori) o dalla CEI-CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Strada) presso i rivenditori autorizzati. Le informazioni sui Costruttori e rivenditori sono reperibili nella sezione dedicata del sito http://www.incentivibiciclette.minambiente.it/Default.aspx.


Per usufruire dello sconto non è necessaria nessun'altra formalità se non quella di fornire al rivenditore i propri dati anagrafici e copia del proprio documento d'identità.

Tutte le informazioni, l'elenco dei rivenditori autorizzati, i modelli ed i prezzi presso si posono richiedere presso lo Sportello Stilinfo.

martedì 29 settembre 2009

Salmo 90

lunedì 28 settembre 2009

Nasce in Riviera del Brenta la scarpa su misura I piedi delle signore vip saranno passati allo scanner


In Riviera del Brenta 14mila addetti producono oltre 21 milioni di paia di scarpe all'anno. Soprattutto calzature con tacchi a spillo, spesso molto alti. Bene, ora queste scarpe d’elite potranno essere personalizzate. Una donna ad esempio potrà d’ora in avanti entrare in una boutique della scarpa e scegliere un modello. La novità è che un macchinario passerà letteralmente i suoi piedi ai raggi X, usando una metafora, dopodichè l’intera documentazione verrà inviata ad una delle tante aziende che operano in Riviera. Dopo pochi giorni alla signora verranno consegnate due scarpe perfette, letteralmente fatte su misura.
«In un momento di riflessione come quello attuale - hanno sottolineato Marcellino Doni e Mauro Tescaro, presidente e direttore del Politecnico Calzaturiero alla presentazione dell'atteso progetto “Dal piede digitale alla scarpa” - gli imprenditori rivieraschi hanno dimostrato di essere molto attenti all'innovazione di prodotto e di accesso tecnologico. Attenti a riflettere anche su nuovi modelli di business che possano offrire opportunità di sviluppo alle nostre aziende. Il progetto, primo ed unico in Italia, è in sostanza un ritorno quasi romantico agli inizi della carriera di tanti imprenditori: realizzare la “scarpa su misura”. Un tempo, seduti davanti al “banchetto” e adesso usando nuove tecnologie».
Industriali ed allievi della scuola per tecnici e designer hanno potuto osservare ammirati lo scanner infoot ed i software che consentiranno di effettuare numerose operazioni: trovare la forma più simile al piede digitale, modificarla per adattarla e sviluppare sulla stessa i modelli della collezione.
Al termine della presentazione - l'incontro è stato promosso dall'Acrib e dal Politecnico, in collaborazione con la società Torielli - sono state illustrate le attrezzature per la digitalizzazione e i software. Dal 28 settembre al 2 ottobre le Aziende del Distretto Veneto Calzaturiero parteciperanno ad incontri di approfondimento personalizzati per sperimentare la nuova metodologia e le performance delle tecnologie disponibili.
Silvano Bressanin ( Gazzettino)

Puliamo il mondo


News
Grande successo di Puliamo il Mondo 27/09/09 Oggi 700 mila volontari in oltre 1700 comuni hanno ripulito strade, parchi, aree verdi da tonnellate di rifiuti di ogni genere e hanno reso l'Italia più pulita e vivibile. [...]
[+] tutte le news
ADERISCI A
PULIAMO IL MONDO 2009
SCEGLI COME ADERIRE http://www.puliamoilmondo.it/2009/aderisci_volontario

mercoledì 16 settembre 2009

I vestiti come le automobili: l’usato per lo sconto sul nuovo


L’idea anticrisi di un commerciante con negozio di abbigliamento in centro a Padova. «Le tariffe? Cento euro per un abito»

Il commerciante ritira i capi usati dei clienti, in cambio di buoni acquisto per comprare la merce nuova. «Perché gli armadi sono pie­ni e la gente ha sempre meno soldi in tasca», dice lui. Così ecco la pensata. «Vendo gli ul­timi arrivi e intanto raccolgo gli abiti che non si usano più. Era da un po’ che ci pensavo, ora è giunto il momento».
Da qualche giorno in vetri­na fa dunque bella mostra un cartello, che sembra mutuato da una concessionaria di au­tomobili. «Il tuo usato da scontare sul nuovo», vi si leg­ge.
«Anche pantaloni con i buchi o abiti viziati, macchiati, rovi­nati », spiega. L’importan­te è che sia merce di seconda mano. Già indossata. «Abbia­mo battezzato l’iniziativa “operazione usato”», dice. «E in Italia siamo i primi a mettere in pratica una cosa del genere», Il commerciante ha acquistato un ca­pannone fuori città, dove ver­rà depositato il vestiario rac­colto che sarà poi venduto ad una ditta tessile di Prato per mezzo euro al quintale. L’operazione è stata studia­ta nei dettagli. Tanto che per ogni tipo di capo usato, che sarà consegnato in negozio, è previsto un buono sconto di valore differente. «Un abi­to di seconda mano vale 100 euro – spiega il signor Alber­to - . E la stessa cifra sarà asse­gnata per un cappotto di se­conda mano». Chi porterà in­vece una giacca o un giacco­ne potrà beneficiare di un bo­nus da 50 euro; chi invece la­scerà un impermeabile addi­rittura 80. I pantaloni infine valgono 30 euro, le camicie e le maglie 20. «E’ un’iniziativa un po’ rischiosa - confida il signor Alberto- , anche per­ché noi non contiamo su nes­sun contributo statale. Ma siamo disposti ad andare avanti finché vedremo che le cose funzionano».
Sarà interessante vedere quale sarà la reazione dei clienti all’iniziativa !
Fonte: Il corriere del Veneto

lunedì 7 settembre 2009

Più attenzione per le nostre stanche ossa


Serve fare la densitometria ossea computerizzata (Moc), ossia l’esame per documentare appunto la densità delle nostre ossa? Sì, anche se molti medici tendono a posticipare l’età in cui fare questo esame a ben oltre la menopausa, dicendo che tutto sommato non serve o serve poco farla a cinquant’anni, e che quindi è meglio risparmiare i soldi. Errore. Uno studio corposo pubblicato sulla rivista scientifica “Osteoporosis” da R.J. Barr e collaboratori dell’Università di Aberdeen, ha analizzato ben 4800 donne tra i 45 e i 54 anni.
Dunque in un’età in cui la menopausa non è ancora necessariamente arrivata ma se ne avvertono i primi sintomi. Queste signore hanno iniziato lo studio nove anni fa: la metà ha fatto la Moc, l’altra metà no. Dopo nove anni ecco il risultato fondamentale: quelle che avevano fatto la MOC in quell’età ancora giovane, e scoperto che avevano l’osteopenia (situazione di iniziale riassorbimento osseo) o l’osteoporosi (riassorbimento che aumenta il rischio di frattura ossea), avevano iniziato la terapia ormonale sostitutiva con gli estrogeni, tanto vituperata in Italia, nel 52,4% contro il 44% dei controlli, quindi il 7,9% in più. Perché gli estrogeni? Perché sono i più potenti amici di un osso giovane, elastico, funzionante vitale. Se si considera che in Italia fa terapia ormonale solo il 3% delle donne, c’è da pensare…. Inoltre, il 36,6% delle donne studiate con MOC contro il 21,6% delle donne di controllo (15% in più) aveva fatto uso di vitamina D, Calcio, o “calcio addensanti” (alendronato, etidronato, raloxifene). Con un risultato pratico, di salute, notevolissimo: una riduzione di ben il 25,9% delle fratture ossee di ogni tipo. Quindi una MOC ai primi segni di menopausa è preziosa per capire se si è a rischio di maggiore perdita ossea, sia per responsabilizzare donne e medici curanti sull’opportunità di terapie adeguate, sia per ridurre i costi spaventosi, quantizzabili e non quantizzabili, che una o più fratture comportano per la donna colpita, la sua famiglia e la società. Costi di esami, ospedalizzazione, cure, riabilitazione, assistenza domiciliare, tempo dedicato dai familiari. Ma anche costi non quantizzabili, eppure pesantissimi, emotivi e affettivi: il dolore, la disabilità, la perdita di autonomia e, spesso, di dignità, in ospedalizzazioni lunghe in cui la malata diventa un corpo oggetto di cure e non una persona sofferente. Costi fatti di solitudine, di senso di impotenza, di analgesia inadeguata, di sconforto, di tristezza, di abbandono.
Ci vuole proprio una MOC per capire se l’osso si sta riassorbendo troppo velocemente indebolendosi in modo irreversibile? Per confermarlo, sì. Anche se certamente alcuni segnali di rischio possono aiutare a individuare le donne che hanno bisogno di diagnosi e aiuto più precoci. Questo perché l’osteoporosi è un nemico insidiosissimo della salute delle donne, specie dopo la menopausa, per una ragione fondamentale spesso trascurata: è silenziosa. E quando dà segno si sé, per il dolore da microfratture, per una frattura conclamata, o perché gli impianti dentari falliscono, per il riassorbimento marcato dell’osso alveolare, su cui sono letteralmente “piantati”, spesso è troppo tardi.
Come capire se una donna è vulnerabile a questo invecchiamento osseo patologico? Abbiamo molti segnali: il primo è la familiarità. Una mamma, una nonna sofferenti per l’osteoporosi, o fratturatesi per questo, sono un segnale di attenzione. Il secondo è la storia estrogenica personale. Sì, perché, come si diceva, gli estrogeni sono il miglior amico del nostro tessuto osseo: garantiscono che nuovo calcio si depositi nell’osso - che è un tessuto molto dinamico, contrariamente a quanto si pensi- e limitano il suo riassorbimento. Quando una donna ha avuto la prima mestruazione tardi, lunghi periodi di blocco mestruale (la cosiddetta “amenorrea disfunzionale”), da dieta eccessiva, da forte stress psicofisico, da lutto, ma anche per terapie mediche, o ha avuto una menopausa precoce, spontanea o provocata, è già ad alto rischio di più rapida perdita ossea (il cosiddetto “bilancio negativo del calcio”) a meno che non assuma terapie estrogeniche, in assoluto le più potenti amiche dell’osso, come tutti gli studi sull’argomento hanno confermato nell’arco di questi decenni, senza eccezioni. Il che, in medicina, è cosa rara… Il terzo fattore di rischio è l’alimentazione: una dieta povera di calcio espone già in età fertile a perdere osso, anche marcatamente. Oggi soprattutto, con la moda delle intolleranze alimentari, migliaia di donne giovani e meno giovani non toccano più né latte né latticini. Attenzione: bisogna allora sostituire il calcio tolto dall’alimentazione con almeno 1.000 mg di calcio al dì, per tutto l’anno e per tutta la vita, se la restrizione dei latticini persiste (per esempio, per carenza di lattasi, l’enzima che ci consente di digerire il latte). Altrimenti un’osteoporosi precoce e grave è garantita. Il quarto è la mancanza di movimento fisico quotidiano, sia in età fertile, sia quando si facciano le terapie per curare la stessa osteopenia o osteoporosi.
L’esempio che faccio alle mie pazienti è semplice: “Prescrivendole gli estrogeni (ed eventualmente il testosterone), calcio, vitamina D, magnesio, e calcio addensanti, le fornisco tutti gli ingredienti per fare la torta che si chiama osso. Ma se lei non li impasta tutti i giorni, ossia non li attiva con il movimento fisico, avrà sì, ingredienti perfetti, ma la torta-osso non verrà mai fuori. Anzi, succederà una cosa poco nota: il calcio si deposita sì sul collagene dell’osso un po’ di più, rispetto a chi non assume queste terapie, ma in modo casuale e non “biomeccanicamente adeguato”, come succede se invece la donna cammina e fa sport. Risultato: l’osso diventa più rigido, meno elastico, e può fratturarsi di più in caso di sollecitazioni meccaniche brusche come il semplice inciampare”.
Morale: con l’allungarsi della vita, la frattura da osteoporosi, con l’obbligo di periodi prolungati a letto e le frequenti trombosi che ne derivano, è causa gravissima di disabilità, di dolore, di solitudine e di morte. Ognuno di noi deve adottare stili di vita sani, tra cui alimentazione adeguata e movimento fisico quotidiano. Ma certamente sono necessari quegli esami diagnostici precoci, come la MOC, che ci consentono di riconoscere che un’osteopenia o un’osteoporosi sono già iniziate, prima che compaiano le fratture e il dolore. Per vedere subito quel semaforo rosso che può portarci a migliorare le nostre abitudini di vita, ma anche a fare quelle terapie amiche del nostro futuro, come le terapie ormonali dopo la menopausa, che, oltretutto, costano molto meno di qualsiasi altra terapia per l’osteoporosi. E che sono tanto più preziose quanto più sono iniziate subito dopo la scomparsa del ciclo e a dosi personalizzate.
Attenzione, tuttavia: fare una MOC non serve, se poi non si cambiano le strategie di prevenzione per garantire la salute dell’osso. Ecco perché l’assunzione quotidiana di responsabilità verso la propria vita è necessaria per allungare l’aspettativa di salute, costruendo oggi le basi per un domani sereno in dignità e autonomia, di corpo e di cuore.
Fonte

Venezia dall'acqua

http://www.canalview.it/
Cliccare per vedere Venezia dall'acqua ( evento interattivo sul tema del Canal Grande 6-11 settembre)

lunedì 31 agosto 2009

Influenza A: 100 domande, 100 risposte

Un libro in edicola dal 2 settembre con il Corriere della Sera risponderà a tutti i dubbi sulla pandemia

Il governo ha predisposto un piano di vaccinazione di massa per contrastare il diffondersi dell'influenza A. Il vaccino sarà disponibile a partire da metà novembre e verrà somministrato gratuitamente e su base volontaria cominciando dalle categorie a rischio. Mai però come in questo momento aumentano i dubbi tra la popolazione su cosa fare per evitare il contagio. Come si affronta la nuova influenza? Come ci si deve comportare con i bambini, con le persone anziane, con le donne in gravidanza? Si può viaggiare senza correre rischi? Sono infatti solo alcune delle tante domande che le persone si pongono sul tema della nuova influenza. Che fa paura e della quale si vorrebbe sapere tutto.

IL LIBRO - Proprio per rispondere agli interrogativi dei cittadini uscirà in edicola mercoledì 2 settembre «Nuova influenza, come prevenirla, come curarla», un libro che contiene cento domande sulla pandemia generata dal virus H1N1 alle quali vengono date cento risposte in modo semplice e chiaro. Il libro sarà in vendita con il Corriere della Sera a 2,99 euro (più il prezzo del quotidiano).

Fonte:

Fumo


Fumatori, aspiranti non fumatori, ex fumatori, non fumatori, medici o farmacisti: qualunque sia il vostro rapporto con il fumo di tabacco, il sito di questa settimana vi offre un percorso personalizzato per saperne di più sui danni che può provocare e sulle strategie per liberarsi da questo pericoloso vizio.
Oltre ad un'aggiornata sezione dedicata alle news, con segnalazione di eventi o iniziative, il sito propone numerosi strumenti utili a chiunque voglia approfondire l'argomento: dal calcolo automatico della spesa per il fumo, che si può ottenere rapidamente inserendo la marca e il numero delle sigarette consumate in un giorno, al test di Fagerström, per misurare la propria dipendenza dalla nicotina; dalla Macchina del tempo, per imparare a conoscere quali benefici avrà il tuo organismo se deciderai di smettere di fumare, alle informazioni sui contenuti di condensati e nicotina nelle sigarette commercializzate in Italia; dall'elenco dei Centri antifumo attivi in Italia alla ricca Area link.
Non mancano infine una bacheca virtuale dove è possibile inserire, dopo la registrazione gratuita, annunci e messaggi diretti a tutti i visitatori di Fumo.it, ed il servizio Gli esperti in linea, che offre la possibilità di mettersi in contatto, attraverso il sito, con qualificati esperti in materia di fumo di tabacco. Chiunque lo desideri può porre dei quesiti su dipendenza, malattie, diritti dei non fumatori e tutte le problematiche collegate a questo tema.
DA NON PERDERE: l'occasione per accrescere la propria consapevolezza sulle conseguenze del proprio stile di vita e, perché no, di farsi un regalo liberandosi una volta per tutte del fumo.

Visita il sito http://www.fumo.it


domenica 30 agosto 2009

Parlare di Dio ai bambini


"Papà, mamma, cosa c'è oltre il cielo?" E Dio che cosa fa lassù? Quando si muore si va in Paradiso? Com'è?". Sono queste alcune delle domande che a volte ci sentiamo rivolgere dai nostri figli e alle quali non sempre siamo in grado di rispondere.

Dai 4 anni iniziano le prime interrogazioni sulla trascendenza, vogliono sapere dove è Dio, come è fatto il paradiso e come sono gli angeli. Nel momento in cui hanno il primo impatto con la morte i bambini provano il bisogno di credere nell'al di là, di fare tante domande ai propri genitori o agli insegnanti e vogliono capire perché si muore e cosa avviene dopo. Per esempio se si può tornare ancora sulla Terra. Per essi è un modo per sentirsi rassicurati.

Un po' più tardi, verso i 6/7 anni essi abbandonano generalmente il mondo dell'immaginazione e cessano di credere a Babbo Natale o in Gesù Bambino, ma non smettono di credere che un angelo possa essere loro vicino. Guai a spegnere questo credo. Infatti, i giovani d'oggi, che sfidano la morte con surrogati vari o che per nonnulla ammazzano, sono proprio soli e senza scopi perché è venuto a mancare il senso religioso, che è il senso del valore della vita. A quest'età essi hanno assoluto bisogno di riferimenti e di credere che non siamo nati per distruggerci e distruggere. Questa è l'età in cui nascono le fobie e gli incubi notturni.

A 10 anni essi sono coscienti dell'irreversibilità della morte, nascono tante altre paure, ma soprattutto quella di perdere le persone care: mamma e papà innanzi tutto, ma oggi anche i nonni diventano importanti per i ragazzini adolescenti. Quando muore un nonno è come se si spegnesse un sogno. Ogni bambino si pone delle domande dentro di sé e se non le verbalizza non è perché non ci pensa, ma perché vuole evitare di angosciare ulteriormente se stesso e i genitori. Così quando si avvera un lutto in casa occorre parlarne serenamente, pensando che la scomparsa della persona cara non è solo una perdita, ma è anche una forze che entrerà nella nostra casa in modo spirituale, come benedizione.

Un'altra domanda che essi spesso si fanno e ci pongono è: "Dove si va dopo la morte e da dove si viene prima della vita?". Ricordatevi che per i bambini le risposte positive creano senza dubbio sicurezza, quelle sfuggenti o negative aumentano la sfiducia. A un bimbo di 4 anni che domanda "Dove ero prima di nascere?" occorre rispondere senza sotterfugi. "Prima di nascere eri nella pancia della mamma". "E prima ancora dove ero?". "Eri nei sogni di papà e di mamma". E' importante quindi che egli creda di non essere venuto per caso e che la sua vita ha un senso, per questo papà e mamma lo amano tanto.

Per il bambino credere in Dio è una forza che aiuta a vivere e a crescere poiché si sentono protetti da un altro papà e un'altra mamma che vegliano su di lui, con una protezione celeste che sta sopra. Dire ai piccoli che c'è sempre un angelo che veglia su di lui e lasciare che sia lui a scegliere come chiamarlo significa sganciarlo da un attaccamento emotivo alle sole figure genitoriali e rappresentative.

I bambini in genere sono anche molto interessati alla storia della Bibbia, l'Arca di Noe, Davide e Golia, Mosè e così via. Non togliamo queste curiosità, anche se il nostro credo ci porterebbe a razionalizzare ogni cosa. Il mondo del bambino è magico per definizione e dobbiamo rispettarlo.

Evi Crotti (Il giornale)

sabato 29 agosto 2009

L'influenzometro


In autunno, con l'arrivo della stagione influenzale, i virus in circolazione nella Penisola - tra 'influenza classica', quella 'nuova' e sindromi 'cugine' - saranno parecchi, e l'allarme legato all'H1N1 rischia di creare confusione tra gli italiani.
Per questo motivo il pediatra di Milano Italo Farnetani ha ideato l'influenzometro, un test a punti per aiutare a riconoscere i sintomi dell'influenza e non confondere la 'suina' o la 'classica' con infezioni più diffuse e frequenti.
«L'influenza determina sintomi precisi, che formano un quadro clinico caratteristico e inconfondibile. È allora importante saper riconoscere i sintomi dell'influenza suina - dice l'esperto all'Adnkronos salute- soprattutto per non commettere l'errore di scambiarla con tutte le infezioni che sono più diffuse e frequenti.
L'influenzometro punta a mettere fine all'incertezza, fornendo uno strumento per orientarsi».
Ma come si presenta l'influenza stagionale? «Febbre alta, talvolta superiore a 38,5°C, che dura anche 4 giorni, dolori alla schiena e alle articolazioni. La caratteristica principale perciò è quella di avere un quadro clinico dominato soprattutto da temperatura elevata, malessere, spossatezza e dolori a ossa e articolazioni, senzala contemporanea presenza di altri sintomi dominanti, per esempio la tosse». I sintomi della 'suina' sono simili a quelli della classica influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.
Le infezioni 'cugine', che potrebbero essere scambiate per influenza, hanno altri sintomi predominanti. «Quando i sintomi prevalenti, cioè quelli che danno più fastidio, sono tosse e raffreddore - prosegue il pediatra - in gioco c'è un virus parainfluenzale. In altri quadri clinici predomina una sintomatologia localizzata nell'apparato digerente, con vomito e diarrea, come nel caso in cui siano coinvolti gli adenovirus (o i rotavirus se si tratta di bambini con meno di 3 anni)».
Ecco dunque l'influenzometro, un test da eseguire armati di carta e penna, in questo modo: «Basta leggere il testo - spiega Farnetani - e solo quando il sintomo o ciò che è descritto corrisponde alla propria situazione si segna il punteggio che è riportato accanto. Alla fine si fa la somma e si legge il risultato».
1) Dolore alla schiena e alle articolazioni: se è presente da meno di 4 giorni +50 punti - mal di testa: se è presente da meno di 4 giorni +30 - mal d'orecchie -10 - dolore all'addome (mal di pancia) -10
2) Febbre - superiore a 38,5°C per 3 giorni +30 - superiore a 38,5°C per 4 giorni o più +40 - superiore a 38,5°C per meno di 3 giorni +20 - da 37,6°C a 38,4°C +5 - inferiore a 37,5°C o assente -20
3)
Occhi - arrossati +5 - dolore quando si guarda lateralmente: se è presente da meno di 4 giorni +20 - con bruciore +5 - con lacrimazione abbondante +10 - appiccicosi e con secrezione gialla -5 - normali 0
4)
Volto - arrossato +5 - pallido -10 - normale 0 -
5) Pelle - calda e/o umida -5 - normale 0
6)
Tosse - secca +10 - grassa -10 - assente +10
7) Gola - fa male +20 - brucia +5 - è secca +5 - nessuno dei sintomi precedenti -10
8) Voce - rauca +10 - normale 0
9) Naso - secrezione chiara e liquida +10 - chiuso -20 - normale 0
10)
Apparato digerente - vomito -10 - diarrea -10 - stipsi 0 - normale 0
11) Condizioni generali - malessere: se è presente da meno di 6 giorni +20 - svogliatezza: se è presente da meno di 6 giorni +5 - ci si stanca con facilità: se è presente da meno di 6 giorni+5 - mancanza di appetito: se è presente da meno di 6 giorni +5 - nessuno dei sintomi o dei casi precedenti -20
Il risultato: se il punteggio è uguale o superiore a 130, è influenza.
Se è inferiore a 130, non è influenza.

Fonte

martedì 25 agosto 2009


Hanno detto o dissero:

Il letto è il posto più pericoloso al mondo: vi muore l'80% delle persone.

Si inoltrò nella giungla dove la mano dell'uomo non aveva mai messo piede.

Un professore emerito, vecchio stampo , sta interrogando un candidato durante un esame. Il candidato è piuttosto sveglio, ma poco preparato sull'argomento, al punto che dopo qualche risposta incerta e biascicata, il professore interviene interrompendolo ed esclama con aria spocchiosa: -"Assistente, porti della biada per l'asino! " e lo studente fulmineo: -"Per me una birra! "

Se la prima volta non ti riesce il paracadutismo non fa per te!

I Dieci Comandamenti sono stati formulati in modo così semplice, conciso e comprensibile perché non sono stati elaborati da una commissione.....

Quando pensi che a nessuno al mondo importi se sei vivo, prova a non pagare per due mesi la rata della macchina....

lunedì 17 agosto 2009

Perchè il cielo è blu?

La luce visibile di color bianco proveniente dal Sole è composta dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di diverse lunghezza d'onda che variano dalla radiazione che percepiamo come violetta, fino alla radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, verde, giallo, arancio. Le particelle di polvere e le goccioline d'acqua presenti nell'atmosfera sono molto più grandi della lunghezza d'onda della luce visibile: in questo caso la luce viene riflessa in tutte le direzioni allo stesso modo, indipendentemente dalla propria lunghezza d'onda. Le molecole di gas hanno dimensioni inferiori e la luce si comporta diversamente a seconda della sua lunghezza d'onda. La luce rossa ha una lunghezza d'onda maggiore e tende a “scavalcare” le particelle più piccole senza “vederle”; questa luce, dunque, interagisce molto debolmente con l'atmosfera e prosegue la sua propagazione rettilinea lungo la direzione iniziale. Al contrario, la luce blu ha una lunghezza d'onda inferiore e si “accorge” della presenza delle molecole da cui è infatti riflessa in tutte le direzioni. Quindi, nell'attraversare l'atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d'onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell'aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.