E' ARRIVATO L'INVERNO!!...

domenica 19 aprile 2009

Un libro per tornare a vivere


Una giornata di sole, dopo tante ore di pioggia. L'Aquila sta faticosamente recuperando i suoi pezzi dispersi. Il centro si fa ogni giorno più silenzioso mentre le tendopoli si riempiono di gente e di voci. Le scosse continuano e nessuno vuole rischiare nelle case che si sono scoperte pericolanti.
In questa confusione di corpi in moto vado cercando i cuochi di Pescasseroli. "Sono alla tendopoli di Tempera" ci dicono e lì ci dirigiamo. Ma nel primo accampamento non ci sono. E nemmeno nel secondo. Dove saranno finiti? Mi è piaciuta l'idea che si siano offerti da tutti gli alberghi di Pescasseroli e si diano il cambio, cinque alla volta, per cucinare piatti ben fatti per gli sfollati.
La solidarietà dei primi giorni, che molti davano come destinata a morire presto, si fa invece ogni giorno più evidente. "Gente che non si parlava da anni, si è ritrovata qui a convivere nelle difficoltà e ha ripreso a parlarsi", dice una guardia forestale, fra i tanti che allestiscono pasti per migliaia di persone sotto i tendoni improvvisati. "Addirittura si sono riscoperti amici" dice sorridendo.
File di tende blu notte. File di gabinetti. Che trovo puliti e forniti d'acqua. L'atmosfera è distesa. Dei ragazzi giocano al pallone. Famiglie intere, composte da anziani e giovani, mangiano seduti ai tavoli di plastica della mensa del campo. Bambini corrono da una tenda all'altra. C'è un viavai di uomini della Protezione Civile, efficienti e cortesi. Si sentono tutti gli accenti: volontari venuti dal Veneto, soldati appena arrivati dalla Lombardia, guardie forestali salite da Napoli e così via in una babele di linguaggi che si mescolano senza creare confusione, con l'eccitazione febbrile del trovarsi insieme in una emergenza che per molti nasce dal dolore, ma può trasformarsi in una occasione di incontro e di dialogo.
Chiedo che ne pensano della mia idea di raccogliere libri per le loro lunghe serate in tenda. Molti si dicono entusiasti. "Ne ho già messi insieme 300", dico. Ma dove li mettiamo? Qualcuno risponde che non c'è spazio, bisogna aspettare le nuove tensotende. A questo punto arriva l'offerta del direttore del parco Nazionale d'Abruzzo Molise e Lazio che propone di allestire un camper come biblioteca ambulante e farlo circolare fra le tendopoli.
Buona idea! Così chi vorrà leggere potrà usufruire del prestito gratuito rimanendo nella sua tendopoli. So che anche la radio, e precisamente la trasmissione Fahrenheit di Rai3 sta allestendo un pulmino con tanti romanzi da leggere. E so che gli ascoltatori telefonano a decine per offrire libri. "Abbiamo chiesto che ne mandino uno solo, quello a cui sono affezionati, per darlo in dono a chi in questo momento si trova privato di tutto". Infatti, dico, devono essere libri belli, che abbiamo amato e che vorremmo fossero letti da altri. E così sarà. Per lo meno lo spero.
In lontananza si vedono le case sventrate, dai tetti pesanti che hanno schiacciato tanti corpi addormentati. Mattoni crudi che si sbriciolano in mezzo ai pezzi di cemento, tronchi di legno che si incastrano fra le solette di pietra, calcinacci su calcinacci che tendono a scivolare gli uni sugli altri sollevando una nube di polvere bianca.
Il piu delicato compito di questo dopo-terremoto starà nel conciliare il ricordo dei morti con l'ansia di ricostruire e rimettere in moto la vita quotidiana. Come accordare il dolore della perdita con il bisogno urgente di riempire i vuoti e buttare via le macerie?
Gli abruzzesi, con una pazienza antica e umanissima, si accingono a questo difficile dovere, senza un lamento inutile, senza teatralità, senza mugugni, con la quieta sapienza di una antica cultura che ha conosciuto troppo bene la povertà e lo strazio.
Dacia Maraini
(Il Gazzettino)

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