E' ARRIVATO L'INVERNO!!...

giovedì 3 febbraio 2011

Torta di pane al cioccolato




La ricetta
Ingredienti e dosi per 6/8 persone:
150 g di pane raffermo a pezzetti piccoli
100 g di cioccolato fondente
400 ml di latte
80 g di zucchero
3 uova
50 g di burro
50 g di frutta secca tritata a piacere (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, pinoli)
un pizzico di sale
pangrattato
cacao
Procedimento:
Ammollare il pane nel latte. Sciogliere a bagnomaria il fondente tagliato a pezzetti con poco latte.
Montare i tuorli con la metà dello zucchero; unire al pane strizzato un pizzico di sale, i tuorli, il burro e la frutta secca tritata. Incorporare il cioccolato fuso a bagnomaria ormai tiepido.
Completare con gli albumi delle uova montati a neve con lo zucchero rimasto, mescolando delicatamente e lasciando che il composto risulti non completamente amalgamato.
Versare in una tortiera di cm 24 di diametro, ben imburrata e spolverata di pangrattato.
Cuocere a 180 °C per 40 minuti circa.
Sformare, raffreddare, spolverare con cacao e servire con panna montata e confettura di frutti di bosco.
Fonte: La cucina italiana


giovedì 27 gennaio 2011

Qualcosa è cambiato nell'educazione


Mai come oggi occorre che il maestro o l'insegnante si approprino della loro funzione pedagogica

Occorre un nuovo modo di essere educatori, lo esigono i nostri ragazzi; ma attenti a non lasciarsi a nostra volta condizionare. Oggi i bambini arrivano a scuola sollecitati da un sacco di informazioni, ricevute soprattutto dalla scuola parallela che è la TV, col pericolo che non abbiano la possibilità di costruirsi un mondo a misura di bambino.

La TV ha spento il mondo dell'infanzia, costruendo falsi miti e realtà fittizie. Quelli di oggi sembrano bambini senza infanzia poiché quella che il mondo adulto propina loro è una realtà nuda e inquietante. Ci sono bambini che, vedendo dei loro coetanei morire nei paesi dove è in atto una guerra, chiedono se ciò potrà capitare anche a loro, se quindi si può morire anche da bambini! E' una realtà cruda e pedagogicamente negativa.

E' bene che ci si chieda come ciò possa influire sulla psiche del bambino, poiché una delle cause dello loro fragilità emotiva sembra proprio dovuta a queste sollecitazioni caotiche e non mediate dal buon senso. La TV, che si voglia o no, è una vera e propria scuola parallela, ma non sempre idonea poiché propina informazioni ma non permette la formazione di una struttura capace di elaborare autonomamente ciò che riceve. Il bambino si avvicina alla realtà in modo troppo rapido per poterla assimilare ed elaborare attraverso il dono più bello che un piccolo possiede: la sua fantasia.

La ricchezza dell'immaginazione e della creatività istintiva viene penalizzata da costrizioni, impedimenti, coartazioni e quanto altro va a bloccare l'espressione spontanea dei bimbi. Come sempre la virtù sta nel mezzo, quindi se il genitore saprà dosare i tempi e sceglierà programmi idonei per il piccolo egli potrà godere anche dei vantaggi del piccolo schermo per allargare la mentalità, esplorare spazi nuovi e gustare la visioni di animali, città e culture diverse. E' anche questo un modo per prepararli ad accettare il diverso, avendo la percezione di essere compartecipe di ciò che vede, come non accadeva nel passato.

Occorre quindi che l'educatore si informi di cosa questa scuola parallela sa dare al bambino, aiutandolo a discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Indispensabile diventa la figura del buon educatore, che il bambino può prendere come punto di riferimento e come modello da amare e rispettare. E' questo un punto importante non solo nell'infanzia, ma anche quando il bimbo inizia la scuola primaria: egli ha infatti bisogno di traslare l'affetto della sua mamma in qualcuno che perpetui tale dimensione affettiva.

Un altro elemento importante per sviluppare le potenzialità del bambino in modo attivo e non passivo come fa la TV, è l'amore per la lettura. Leggendo il bambino apprende in modo consono alla sua età. Occorre però che ciò non sia imposto, ma che garantisca una sorta di piacere. Se un educatore riesce a far amare la lettura, in modo da favorire un pensiero sviluppato e corretto, sarà più facile per il minore vivere l'emozione degli affetti.

Mai come oggi occorre che il maestro o l'insegnante si approprino della loro funzione pedagogica e, come dice il cardinal Martini, "non basta fornire al bambino nozioni tecniche per imparare a leggere e a scrivere ma è indispensabile ed essenziale avere un occhio attento e vigile sull'intera crescita della personalità". Su questo terreno etico la figura dell'insegnante acquista autorevolezza e così potremmo forse riuscire a debellare il bullismo, la violenza, la noia che attanaglia tanti nostri ragazzi.

E' sui banchi di scuola che può nascere la visione di un nuovo mondo infantile dove insieme al genitore debbono esserci figli che ne seguano l'esempio. Essi devono capire che l'amore non ha subito cambiamenti e che i valori della tolleranza, della comprensione e dell'accettazione dell'altro sono immutabili. E così il connubio tra il senso etico che ognuno porta dentro di sé e quello che viene loro trasmesso dai genitori e dagli insegnanti diventa un tutt'uno che rappresenta la vera "scuola di vita".

Evi Crotti

Scoprire Venezia


I luoghi di Venezia: toponimi che raccontano il passato
La maggior parte delle strade di Venezia ha nomi molto antichi e soprattutto curiosi, che possono richiamare mestieri, attività commerciali, la provenienza o il cognome degli abitanti. Inoltre la denominazione a volte ricorda fatti accaduti secoli orsono. Ai tempi della Repubblica Serenissima la lingua ufficiale per tutti gli atti legali e amministrativi, oltre che quella delle opere letterarie, era il dialetto. Rimangono in dialetto, anche al giorno d'oggi, i nomi dei luoghi scritti sui "nizioleti", rettangoli bianchi di calce, che si trovano sui muri delle strade a circa due metri d'altezza. I toponimi spesso si ripetono ed ognuno di essi ha un significato. Ricordiamo ad esempio: Pestrin (lattaio); Pistor (panettiere); Frutarol (fruttivendolo); Becarie (macellerie); Marzer (venditore di stoffe); Frezzerie (dove si fabbricavano le frecce); Fiubera (dove si facevano le fibbie per le scarpe); dei Preti e delle Muneghe (le suore); dei Ragusei, cioè degli abitanti di Ragusa, l'attuale Dubrovnik; la riva degli Schiavoni, cioè dei Dalmati; calle delle Turchette; le calli degli Armeni e dei Todeschi; riva di Biasio che deve il suo nome a Biagio, pesantemente condannato e giustiziato dalla Serenissima; fondamenta degli Ormesini, per la lavorazione di stoffe provenienti da Ormuz in Asia; la "Caselleria" dove c'erano i fabbricanti di casse che servivano a spedire le merci o a riporvi il corredo delle spose; delle Tette dalla presenza in zona di numerose cortigiane, nonché delle grandi famiglie patrizie che vivevano nei paraggi (Contarini, Mocenigo, Zane, Albrizzi etc.).

lunedì 24 gennaio 2011

Prendi un sorriso

Prendi in sorriso,
regalalo a chi non
l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove
regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive
nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di
chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di
chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi
non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi
non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere
al mondo.

Mahatma Gandhi

domenica 2 gennaio 2011

LE VERDURE DELL’INVERNO




Nei mesi invernali il consumo di verdura fresca diventa monotono o piuttosto scarso rispetto alla stagione estiva. Si tratta di una abitudine sbagliata, favorita dalle condizioni climatiche della stagione fredda e dall’aver perso anche il contatto personale con la produzione agro-alimentare.

I consumatori sono separati dal luogo della produzione del loro cibo. Non era così in passato, quando si mangiava seguendo le stagioni del sole e dei prodotti stagionali della terra. La verdura ricorda l’estate, quasi come se nell’orto invernale non fossero più disponibili ortaggi freschi di grande valore nutrizionale. Esiste, invece, una documentata complementarietà nutrizionale tra i prodotti vegetali dell’orto invernale e la fisiologia del corpo umano durante la stagione fredda. I nutrienti contenuti negli ortaggi invernali proteggono la loro struttura vegetale contro le basse temperature, per resistere alla riduzione della durata e della intensità della luce solare, per superare le variazioni climatiche tipiche dell’inverno. Questi stessi nutrienti ingeriti con gli ortaggi, da mangiare per lo più crudi, proteggono anche l’integrità morfo-strutturale del corpo umano. Ciò che protegge i vegetali, protegge anche l’uomo. Questa è la naturale integrazione vitale tra il corpo umano e il mondo vegetale invernale, da rispettare per vivere in salute. La verdura cruda aiuta il benessere e la funzionalità intestinale. Abbiamo ridotto la verdura ad un piatto di “contorno”, quando invece è un vero e proprio alimento. Scegliamo gli ortaggi seguendo le stagioni del Sole! La Il metodo dieta molecolare pone in grande risalto la sana scelta di mangiare verdura cruda e cotta.


L’ORTO D’INVERNO

FOGLIE
Indivia
Lattuga
Radicchio
Catalogna
Puntarelle
Cavolo Cappuccio
Cavolo Verza
Cavolo Bruxelles
Bieta
Spinacio
Valerianella
Soncino
Finocchio (grumolo)
FIORI
Broccolo
Cavolfiore
Carciofo
Cardo.
RADICI
Carota
Rapa domestica
Barbabietola a radice lunga
Scorzonera
FUSTO
Sedano bianco

BULBI

Porro
Scalogno
Cipolla
Aglio

Gli ortaggi invernali sono ricchi di fibra alimentare, in particolare di cellulosa e di emicellulosa. Questi due nutrienti favoriscono il tempo di transito intestinale degli alimenti ingeriti. Condizione molto utile per combattere la stipsi, favorita in inverno anche dalla riduzione dell’apporto idrico giornaliero, da una riduzione dell’attività motoria giornaliera e dalle situazioni sociali e di lavoro, tipiche della stagione fredda. Chi soffre di stipsi, di diverticolosi intestinale, di sindrome del colon irritabile, di meteorismo può mangiare verdura cruda, finemente tritata. La verdura cruda è inoltre una ottima fonte di acqua, in particolare durante la stagione invernale, indispensabile per una corretta funzionalità dell’ intestino e del rene.


Da " L'orto invernale " del Prof: Pier Luigi Rossi


lunedì 27 dicembre 2010

Un nuovo anno per ricominciare con amore per la vita


Non posso non riportare le parole di Alessandra Graziottin, che mi hanno fatto riflettere e che io condivido pienamente, sul bilancio dell'anno che sta finendo e sulle speranze ed i propositi per l'anno che sta per iniziare. Spero che queste riflessioni giovino anche a chi passa per il mio blog.
Eccole:

Pochi giorni ancora e un altro anno ci dirà addio. Lo lasceremo andare: ciascuno con un sentimento dominante, con un’emozione più forte delle altre. Con rabbia, con nostalgia, con sollievo, con un’eco di gioia e gratitudine. O un sottile rimpianto. Qualcuno finisce l’anno con un’impennata di energia festosa, che gli/le fa guardare al futuro con grinta ed entusiasmo. E sono gli innamorati felici, quelli che anche in quest’inverno inzuppato d’uggia e di pioggia hanno il sole dentro. Innamorati perché benedetti da un incontro d’amore, o perché, più fortunati, cromosomicamente innamorati della vita. E son quelli che in qualsiasi disastro – di salute, d’affetti o di lavoro – toccano il fondo, si sentono morire, travolti e percossi dalle onde come un uomo su una nave che affonda. Sopravvivono con la forza della disperazione, o - che è lo stesso - per un caparbio amore per la vita. E, finito lo sconquasso, appesi a una trave nell’immenso mare, mentre il cielo si rasserena e vedono terra da lontano, hanno d’improvviso un’impennata di felicità, quell’allegria del naufrago, che fa dire: ”Ho perso tutto ma sono ancora vivo! E posso ricominciare”. Più forte, più calmo: nulla aumenta la consapevolezza di sé e il senso grande del valore della vita, ma anche il distacco dalle cose e dalle miserie umane, come guardare in faccia la morte. Reale o simbolica. E nulla ci rende liberi interiormente come il rischiare di perdere tutto: certo, se si sa mettersi in discussione, riconoscendo i propri errori, senza tentar di ripetere quello che è già stato. E chi ha fatto naufragio quest’anno, e sta tornando a riveder le stelle, non dice addio solo a un anno, ma a quella parte di sé che si è persa tra le onde. Magari preziosa, ma non essenziale. E da lì può ripartire, con uno slancio e una leggerezza nuovi. Una seconda nascita, più entusiasmante e consapevole della prima.
Tanti, i più, sono stanchi: l’anno è stato faticoso e duro, dal punto di vista affettivo ma anche economico. L’onda lunga della crisi morde con morso più duro chi già fa più fatica ad arrivare a fine mese, chi vede il lavoro incerto, chi non si aspetta un sorriso dall’anno che verrà. A ripensarci, per i più questo è stato un anno di guerra: dentro e fuori di sé, nella coppia, nella famiglia, nel lavoro (della guerra sociale e politica in corso, non parliamo nemmeno). E un bilancio diverso, che può spiegare tante stanchezze, è chiedersi: “Quanti giorni ho passato in pace? Quanti in assetto di guerra?” Nulla erode più l’energia vitale dello stato di guerra: e lo stress cronico altro che non è che l’allarme rosso che corpo e mente accendono quando siamo in tensione continua, quando l’adrenalina è a mille, quando il tempo ci divora, quando siamo sempre di corsa. Molti sono in stato di guerra permanente, e non se ne rendono nemmeno conto: eppure è proprio la stanchezza a dirlo, più di ogni parola.
Per tentare di cominciare un anno diverso, è essenziale chiedersi: ”Se i giorni di guerra sono stati più dei giorni di pace, quali sono i fronti su cui ho combattuto? Perché ero in guerra? Ho combattuto per qualcosa d’importante, o per ragioni che posso affrontare in altro modo, cercando una mediazione sensibile e intelligente? Se ho perso la guerra, ma sono vivo, come e dove posso ricominciare una vita migliore?”. E per i fortunati, che hanno avuto più giorni di pace, è essenziale capire che cosa li ha benedetti: un figlio desiderato, dopo tanto soffrire; un lavoro entusiasmante, dopo tanto studiare; la serenità di una vita in pensione, piena di interessi e di generosità, dopo tanto lavoro; un amore in cui riconoscersi, con una persona che abbia anima limpida, sentimenti e qualità morali, dopo tanta solitudine o amori ingannevoli; una ritrovata salute, dopo mesi di malattia. E’ essenziale capirlo, per saper restare in tempo di pace, per non sprecare questo stato di grazia. E per essere generosi dell’energia, della positività, della fiducia che i tempi di pace ci regalano. Ai miei affezionati lettori auguro di cuore un anno con più giorni di pace. E più energia, per riassaporare con entusiasmo e gioia la vita.
Alessandra Graziottin

domenica 19 dicembre 2010

Lavoro intenso, strutturalmente variopinto, immaginifico, dalle dinamiche suadenti, capace di rapire l’ascoltatore e accompagnarlo su sentieri orientali e orientaleggianti, quindi con una forza terapeutica per chiunque si lasci “dimenticare” sul filo dei colori e dei timbri orchestrali.( Pino Pignatta)

NATALE DEI BAMBINI


C'era una volta un bambino di nome Valentino che teneva sempre chiuso il pugno della mano sinistra; anche quando era interrogato dalla maestra si alzava e rispondeva tenendo il pugno chiuso e così faceva anche quando scriveva con la mano destra. Un giorno la maestra chiese a Valentino il perché di questo atteggiamento; lui dapprima non volle rispondere. Poi, siccome la maestra ed anche i compagni insistevano, si decise a svelare il segreto.
" Il motivo-disse- è perché quando ogni mattina parto da casa per venire a scuola, mia mamma mi stampa sul palmo della mano sinistra un forte bacio e poi mi chiude la mano e mi dice:" Figlio mio, tieni sempre ben chiuso qui nella tua mano il bacio della tua mamma!" - E io, per avere il suo bacio sempre con me, per conservare il mio tesoro, tengo la mano sinistra sempre chiusa.-
Cari bambini, come Valentino, teniamoci il grande tesoro dell'amore della mamma, ma teniamoci stretti anche l'Amore di Gesù Bambino: conserviamolo gelosamente e non disperdiamolo tra i beni di consumo o fra le carte dei regali. Lui vale di più.
Don Marco

venerdì 17 dicembre 2010

La vera crescita interiore


Forse i malesseri e i disagi emotivi che si riscontrano nei ragazzi d'oggi sono dovuti alla maggiore importanza che si dà alla crescita fisica, dimenticandosi dell'anima

Forse i malesseri e i disagi emotivi che si riscontrano nei ragazzi d'oggi sono dovuti alla dimenticanza della crescita interiore; si dà, infatti, tanta importanza alla crescita fisica e ci si dimentica dell'anima. La famiglia e la scuola hanno un ruolo importante per lo sviluppo interiore del bambino. L'età evolutiva è un'età aperta ad assimilare i valori fondamentali che vengono trasmessi dal mondo adulto. I figli sono come carta assorbente per cui, se vogliamo che essi siano pronti ad affrontare la vita dobbiamo educarli alla verità, alla giustizia e all'amore.

I genitori e gli educatori devono aiutarli a coltivare le doti intellettive, spirituali, emotive e fisiche. Solo così essi sapranno usare al meglio e con consapevolezza le proprie risorse in modo corretto e senza sprechi. Come fare per trasmettere questi valori? Come parlare a questi ragazzi che sembrano così indifferenti a tutto? Col cuore, con il buon esempio, con la coerenza da parte di noi adulti. Un rapporto armonico con noi stessi è la premessa per costruire un mondo migliore.

Amare significa insegnare ai figli, sin da piccoli, ad osservare delle regole che si basano sul rispetto degli altri; per esempio devono sentirsi parte della propria famiglia rendendosi utili, dando un aiuto e non essere solo spettatori. Ciò significa costruire in loro il senso della generosità, della coscienza etica, della pazienza, dello sforzo gioioso, della capacità di concentrazione, così scarsa oggi, e del rispetto. Insegnare ciò significa mettere il seme dell'amore contrapponendolo alla noia che genera violenza, sempre all'interno dei cambiamenti culturali e sociali. Esistono nuovi simboli, miti e riti.

Il nucleo familiare è cambiato: entrambi i genitori lavorano, l'attenzione dedicata ai figli, per quantità e qualità di rapporto, è spesso carente o sbilanciata. I figli sempre più spesso "unici" vengono riempiti d'ogni possibile attenzione sotto forma di cose acquistate, ma non sotto forma di dialogo, attenzione, gioco comune, ascolto. Sono sorti nuovi fattori di rischio legati ai nuovi stili di vita, all'ambiente, all'emarginazione urbana, alla diversificazione culturale generata dall'immigrazione. Sono in aumento verticale la violenza minorile e gli incidenti ad essa legati. In aumento anche il suicidio in età adolescenziale, tra i tanti certamente il segno drammatico di un grave stato di malessere.

In questa breve nota percorriamo la strada che ha portato allo sviluppo del bambino tecnologico, una strada che evidentemente rischia di rendere meno efficace la nostra azione di genitori e di educatori se dimentica o trascura il bambino da amare. Solo così, infatti, gli operatori e gli educatori saranno in grado di garantire quell'armonia e unità d'intenti che produce la qualità dando significato alla parola amore. La vita di domani dipenderà dalla capacità che il bimbo ha di amare la vita oggi. I bambini di oggi sono più svegli, intuitivi, carichi di energia; aiutiamoli ad utilizzare tali risorse al meglio. Dobbiamo risvegliare la sensibilità, per favorire il bambino, ma anche per vivere meglio noi stessi nel giusto equilibrio tra progresso e tradizione.

Evi Crotti



mercoledì 8 dicembre 2010

8 dicembre , giorno dell'Immacolata

Ave, Signora, santa Regina,
santa Madre di Dio,Maria,
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia
e ogni bene.
Ave, suo palazzo,
ave, suo tabernacolo,
ave, sua casa.
Ave, suo vestimento,
ave, sua ancella,
ave, sua madre.

Francesco d'Assisi

lunedì 29 novembre 2010

Ottorino Respighi I Pini del Gianicolo

Il limone spazza via
il colesterolo cattivo

L'agrume previene le incrostazioni nei vasi del sistema circolatorio, inibendo l'ossidazione delle lipoproteine. Leggi la ricetta del pollo al limone, a basso contenuto di grassi

Foto Shutterstock.
Pollo glassato al limone
Ingredienti per 4 persone
8 porzioni di pollo (petto e cosce)
3 limoni
2 cucchiai di miele
3 spicchi d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
2-3 rametti di rosmari
Preparazione.
Preriscaldate il forno a 180 gradi. Spremete i limoni e raccogliete il succo in una pirofila capiente. Aggiungete il miele, gli spicchi d'aglio e l'olio e mescolate bene. Collocatevi sopra i pezzi di pollo senza pelle (per ridurre drasticamente la quantità di grassi saturi senza che si perda l'aroma) e poi i limoni spremuti tagliati a metà (durante la cottura rilasceranno ancora molto succo). Mettete i rametti di rosmarino nella pirofila e infornate per un'ora. I limoni diventeranno glassati.

Le proprietà dello scalogno


Lo scalogno contiene:
ZOLFO (lo scalogno è uno degli alimenti più ricchi in zolfo, quarto minerale contenuto nell’organismo umano)
SELENIO (indispensabile per convertire l’ormone della tiroideT4 a T3 nel fegato e in altri organi e tessuti corporei)
GLUCOCHININA (definita come insulina vegetale, utile per il controllo del valore della glicemia)
QUERCITINA ( potente anti ossidante protettivo metabolismo cellulare)
ENZIMI VEGETALI UTILI NELLA DIGESTIONE
FERRO
POTASSIO
SILICIO (utile per integrità ossea, nella prevenzione osteoporosi)
MAGNESIO
FLUORO CALCIO
MANGANESE E FOSFORO
FLAVONOIDI
VITAMINA ( Caroteni precursori della vit. A), B, C, E

PROPRIETA’ DELLO SCALOGNO

AZIONE PROTETTIVA FUNZIONI TIROIDE

CURA LA PELLE, CAPELLI e UNGHIE (per il suo alto contenuto in zolfo)

STIMOLA LA DIGESTIONE

ANTI OSSIDANTE (contro radicali liberi dell’ossigeno)

DIURETICO

CONTROLLO GLICEMIA

VERMIFUGO

Lo scalogno di Riolo Terme può essere ingerito come erba aromatica in insalate e in piatti proteici (pesce, carne…).
Per un piacevole spuntino può essere così utilizzato:
1/3 scalogno, 1/3 parmogiano reggiano grattugiato, 1/3 ricotta di mucca
Pane, prosciutto crudo magro, scalogno

CENTRIFUGATO

Una mela, due kiwi, due scalogni da assumere direttamente oppure associato con acqua minerale con residuo fisso secco superiore a 500 mg/litro, genera una netta sensazione di sazietà e apporta all’organismo una decisa dose di vitamine e minerali, in particolare zolfo, selenio, silicio, magnesio, potassio, calcio.



domenica 28 novembre 2010

Arriva il pecorino
anticolesterolo

In fase di sperimentazione un formaggio speciale che abbassa il rischio di malattie cardiovascolari

Una scaglia o una bella grattuggiata di pecorino per combattere il colesterolo. L'idea di creare un formaggio che abbassi il rischio di malattie cardiovascolari arriva dalla facoltà di agraria dell'Università di Pisa.

I ricercatori, guidati da Pierlorenzo Secchiari, hanno nutrito alcune pecore con un mangime speciale, ricco di semi di lino estrusi. Questi, a loro volta, sono un'ottima fonte di acido linoleico coniugato (cla): un acido grasso insaturo (parente degli omega 3) che aiuta a ripulire l'apparato cardiovascolare dal colesterolo cattivo (ldl), a beneficio di quello buono (hdl).

Con il latte delle pecore che hanno seguito questo menù speciale, è iniziata la produzione di un pecorino ricco di cla e quindi nemico del colesterolo. Si chiama Cladis, è buono come un pecorino normale e verrà sperimentato per 30 mesi su cento donne over 60 con sindrome metabolica dal Policlinico di Abano Terme e dalla Fondazione Leonardo.

Se la dieta con il pecorino si dimostrerà efficace, limitando o abbassando i livelli di colesterolo nel sangue, la produzione verrà allargata, coinvolgendo anche le pecore di Onna (L'Aquila), uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 2009. Oltre a diminuire il rischio di malattie cardiovascolari, Cladis è una fonte di calcio, come tutti i formaggi: dunque buono non solo per il cuore ma anche per le ossa, nella prevenzione dell'osteoporosi.
OK La salute prima di tutto

giovedì 18 novembre 2010

Concerto:

“Canzoni da battello e arie veneziane”

20 novembre 2010, ore 21.00
Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

Fotografia
Paola Crema

In occasione dell’iniziativa nazionale “Musei in Musica”, progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (che prevede l’apertura straordinaria serale dei musei al fine di promuovere la cultura e avvicinare sempre più i cittadini all’arte ed ai luoghi che la conservano), sabato 20 novembre, alle ore 21.00, la Biblioteca Nazionale Marciana offre, nelle sue Sale Monumentali (ingresso: Piazzetta san Marco 13/a, Venezia) alla cittadinanza un concerto dell’Ensemble della Scuola Musica Antica di Venezia.

Il programma prevede “Canzoni da battello e arie veneziane”.

Paola Crema, soprano;
Marco Rosa Salva, flauto dolce;
Serena Mancuso, violoncello barocco;
Mario Parravicini clavicembalo.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Programma
Antonio Vivaldi
(1678 - 1741)
Sonata in fa maggiore RV 52
largo - allegro
largo - aria di giga
Anonimo
(sec. XVIII)
Tu di saver procura
Mi credea d'eser sola
Nicolas Chédeville
(1705 - 1782) /
Antonio Vivaldi
Sonata in sol min.
vivace - alla breve
largo - allegro ma non presto
Antonio Vivaldi Cantata Augelletti voi col canto
Anonimo
(sec. XVIII)
Finché el tempo è belo
Me so sognà stanote
Benedetto Marcello
(1686 - 1739)
Ciaccona in fa maggiore
Anonimo
(sec. XVIII)
Xe finìo el mondo