E' ARRIVATO L'INVERNO!!...

lunedì 16 giugno 2008

Atomi al posto dei bit .Il computer del futuro


Il primo simulatore quantistico :invierà 200 pagine in un millesimo di secondo
Parte da Firenze il computer
del futuro: atomi al posto dei bit

Lo studio pubblicato su «Nature». I ricercatori del Lens: un test per scoprire nuove fasi della materia ...........
Al di là del valore della scoperta, ritenuto straordinario dalla comunità scientifica, l'esperimento del Lens apre una porta verso ciò che oggi è solo un sogno:il computer quantistico. Un calcolatore dalla potenza straordinaria, capace di sostituire i quanti ai bit, i qbit. Secondo studi di Mario Rasetti, professore di Fisica teorica al Politecnico di Torino e segretario generale della Fondazione Isi, un elaboratore quantistico sarebbe capace di calcolare i fattori primi di un numero di cinquanta cifre in 40 minuti, contro i 10 miliardi di anni di un supercomputer tradizionale.

E ancora un quantum-pc potrebbe inviare via Internet un libro di 200 pagine con immagini in un millesimo di secondo e addirittura in pochi minuti, elaborare il genoma, per capire l'origine della vita e sapere chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. Un sogno, ancora un sogno. Che però i ricercatori italiani hanno reso un po' più bello e possibile.
Marco Gasperetti
12 giugno 2008

Quando la mamma è malata anche il figlio diventa fragile


"Il sole sta perdendo tutti i raggi". Da mesi i disegni di Cristina, 6 anni, hanno un tema dominante: il sole malato. In parallelo al peggioramento della mamma, di 36 anni, anche i soli disegnati dalla bambina perdono colore . Ma soprattutto perdono raggi. Perché il "suo" sole, la mamma, è malata. Come vive una bambina la malattia
della mamma? Come lo può vivere un bambino? Si parla ancora poco pochissimo dell'effetto che una malattia aggressiva dei genitori ha sui figli, specie se piccoli, soprattutto se colpisce la madre. I bambini sentono le atmosfere di casa, con le loro sensibilissime antenne. Sentono l'ansia, la tristezza, la preoccupazione, la disperazione. Scrutano i visi preoccupati, le voci che diventano sommesse quando parlano di quella cosa. Poi la mamma sparisce, per giorni, a volte per settimane. Non sempre viene detto che la mamma è in ospedale. Molti scelgono la bugia del viaggio. Soprattutto se è necessario un ricovero in un ospedale lontano, non sempre il bambino può vederla. Oppure sono i parenti a ritenere che sia meglio non farlo. Lo pensano in buona fede, soprattutto se le cure sono pesanti, se deve fare la chemioterapia, o se un trapianto di midollo suggerisce di tenere il bambino lontano da lei dopo l'irradiazione completa. Il bambino allora si scontra con l'assenza. Forse mitigata dalla sua voce al telefono. Ma è un'assenza pesante. "Perché mi ha abbandonato?" pensa il bambino. Per lui, o per lei, l'assenza della mamma coincide con la sensazione più atroce per un piccolo: l'esser stato, appunto, abbandonato.
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Omaggio di Muti alle bande musicali


Riccardo Muti dirige i ragazzi della Banda di Delianuova
insieme ai maestri Maurizio Managò e Gaetano Pisano
da Norma a Nabucco
Riccardo Muti: «Salviamo le bande»
«Tremila complessi sono in crisi e senza soldi Questo è un vero delitto culturale»

ROMA — È la banda il Panda della musica, l'«animale culturale» a rischio estinzione. Le storiche bande di paese, abbandonate dallo Stato, sono allo sbando e potrebbero chiudere. «Chiamiamo le cose come sono: è un delitto culturale», tuona Riccardo Muti. gnoIl 14 giugno, per la prima volta nella sua carriera, al Ravenna Festival dirigerà una banda. Può sembrare una provocazione culturale, in realtà è un modo per richiamare l'attenzione su una realtà liquidata frettolosamente come un genere fuori moda. «Il mio vuole essere un omaggio alla crisi di tutte le bande d'Italia». Con lui risuoneranno gli squilli della banda di Delianuova, 80 ragazzi che suonano nella terra della 'ndrangheta, in provincia di Reggio Calabria; è il piccolo miracolo dell'Aspromonte, dove la musica non arriva. «Le bande rappresentano, per tante città del nostro paese, l'unica occasione di ascoltar musica, spesso gratuitamente». Muti aprirà e chiuderà il concerto, con le Sinfonie di Nabucco e Norma, «per sottolineare a chi di dovere l'importanza assoluta delle bande musicali». Per l'Unità, che alla crisi delle bande ha dedicato un'inchiesta, «chi di dovere » sono le Regioni che hanno il compito di reperire fondi con programmi triennali di intervento.
«DIPENDONO DALL'ASSESSORE DI TURNO» - Ma le 3 mila bande italiane dipendono dalla sensibilità dell'assessore di turno. Servono soldi per l'acquisto degli strumenti, gli spostamenti, i locali per le prove, i corsi di formazione. «Non devono essere istituti assistenziali, chi è responsabile non può alzare le spalle con un vago sorriso ma ha l'obbligo di mantenere in vita queste compagini, dobbiamo dare uno stipendio a chi porta diletto e cultura in posti dove raggiungere un teatro è impossibile». Muti ha già ascoltato i ragazzi dell'Aspromonte quando andò con la sua Orchestra Cherubini a Reggio Calabria: «È un gruppo meraviglioso di strumenti a fiato con una disciplina artistica e umana straordinaria; hanno un portamento che sembrano usciti dai collegi più prestigiosi di Oxford; hanno passione e amore». Si ferma: «Hanno digni-tà». Il maestro ha passato la Pasqua a Molfetta, la sua città, dove ha seguito «le processioni del Sud, quelle dei Misteri, una tradizione centenaria sempre seguita dalle bande. Ho conosciuto fior di strumentisti, che venivano dalle bande ». Muti vuole sciogliere il nodo del disinteresse, il luogo comune delle marcette militari e delle fanfare: «Banda non è sinonimo di qualità inferiore, né di strumenti popolari e di bocca buona con cui ci si può arrangiare. Al contrario, sono strumenti nobili, pensate a Verdi quanto deve alle bande che ascoltava da ragazzo, e che lui usa per annunciare l'arrivo del re Duncano nel Macbeth». E in epoca moderna Stravinskij e Hindemith. «E prima ancora Bellini, Berlioz, Spontini che nel second'atto dell'Agnese di Hohenstaufen usa una banda enorme che fa la funzione dell'organo ed è uno dei momenti sublimi di quell'opera». Ha passato tante serate a sentire le bande, a Lanciano, a Francavilla, a Besana Brianza dove l'hanno fatto cittadino onorario: «Usano strumenti che non ci sono nelle orchestre, le oficleidi, i flicorni, i bombardini, la famiglia dei sassofoni, l'eufonio che sembra un bel nome antico ed è un corno tenore». Il grande impulso nel repertorio bandistico avvenne durante la Rivoluzione francese, si trattava di riempire la vita associata con nuovi rituali, odi e inni, non solo quelli chiesastici. «All'estero i paesi civili hanno bande meravigliose. I nostri ragazzi delle bande hanno studiato nei conservatori, non dal padre che ha il negozio da barbiere».«TOTO' DIRETTORE MANCATO» - Maestro, ricorda Totò a colori, quando dirige la banda come un pupo siciliano? «Un grande attore, un poeta, l'autore di Malafemmena. In quel film fa un gesto musicale in forma di gioco, ma ogni gesto è di una tale precisione che non è solo a ridosso della musica, evoca il suono che sta per produrre. Se Totò avesse fatto il direttore d'orchestra, sarebbe stato uno dei più grandi del secolo. Sarebbe bene mostrare alle classi di direzione d'orchestra Totò che dirige la banda, non solo quando fa il tric trac e i mortaretti ma nei pizzicati, nei legati, negli staccati, per capire che una certa mimica è in diretto contatto con la musica».La missione possibile di Muti a Ravenna: ridare nobiltà al repertorio bandistico.

Valerio Cappelli

Monet

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domenica 15 giugno 2008

Mentalmente



QUANDO LA PREGHIERA DIVENTA ARMA

Gli antichi pregavano il cielo, poi la terra e i suoi elementi. La preghiera nasce con lo sguardo, pian piano ha come azione l'incontro con tutto ciò che è visibile e invisibile. La preghiera è un rituale antico, interiore, fisico e mentale, solitario, musicale, una nenia ripetuta, un percorso di voci, versetti, enunciazioni, narrazioni, ma è anche immaginazione, creazione interiore, allargamento del vuoto per farci entrare i contenuti di un pieno esistenziale ed emotivo.Si prega se si vuole, se si è capaci, allenatori, ma anche innocentemente sprovveduti e sprovvisti di conoscenza, regole e significati. Al chiuso, all'aperto, nei boschi, nei prati, nelle chiese, nelle case, nei luoghi di culto, moschee o templi e monasteri, tra dune infinite, montagne e deserti solitari, l'uomo ha pregato la natura prima, figure monoteiste poi. Si prega come ritmo spirituale dell'enunciato o della parola, con la voce alta o bassa, al tramonto, di notte, a mezzogiorno, si invoca, si chiede, si ripete un nome, una frase, un ricordo. Si prega anche per raccomandarsi, per genuflettersi al potere, a chi può ascoltare, a chi può ricevere, a chi può togliere o dare. Si dibatte oggi nell'uso e abuso dei luoghi di culto, strumenti involontari delle violenze e del pensiero, la violenza delle religioni nasce per fini ideologici, politici, economici, allora la preghiera come necessità, come tramite di ciò che si è, si vuol essere, il mantenere intatto il proprio desiderio di spiritualità e religiosità, può diventare come il caso di Treviso, dove fedeli musulmani chiedono luoghi per pregare, contesto ma anche pretesto di un conflitto ormai strutturale nelle pieghe dell'abuso e uso della religiosità. Buddhisti, induisti, animisti, ortodossi, protestanti e ancora altre declinazioni delle religiosità in giro per il mondo sono ben presenti e molti moltissimi cittadini nel nostro paese ne sono praticanti, eppure in tutti questi anni e anni di presenze non ci sono state polemiche, non si è sentita la necessità di referendum, non si sono disturbati opinionisti e dintorni, non se ne è sentita la necessità a differenza di questi ultimi anni dove la questione religiosa è diventata un paradigma strumentale, di ideologia politica ben precisa a prescindere dal grande tema della religione. Se da un lato si dibatte sulla presenza del Papa in una università non si capisce perché le amministrazioni, i Comuni, Province e Regioni si debbano interessare della costruzione di moschee, minareti, ma se fossero anche chiese o templi di altro genere avrebbe la stessa valenza, sembra quasi un paradosso. Ben altra cosa è la preghiera, non è uno strumento, semmai è un evento, occasione, relazione, sublime incontro con il pensiero interiore, con l'emotività di essere sospesi nel sacro, nel divino, nello stupefacente, nell'immanente, preghiere che ti allontanano dalle cose per farti arrivare allo spirito, quella breccia che nasce nell'uomo e si libera nel costrutto che la preghiera racchiude, grande contenitore dell'animo. L'individuo ha pregato da sempre, la notte, guardando il giorno, nei temporali, nel desiderio di proteggersi dagli eventi funesti, andando in guerra, seppellendo i morti e nella nascita dei bimbi. Le preghiere sono poesie, piegati, inginocchiati, mani aperte o chiuse, allargando le braccia verso il cielo, con nenie, con canti, con parole terribili o sublimi, la preghiera è nata così, spontanea, come bisogno di dirigere un senso verso quel cielo perduto, con l'idea forse che qualcuno senta, un bisogno di pensarsi da sempre congiunti a tutto ciò che non è materia e non è visibile. Si prega seduti o camminando, piegati o dritti in piedi, il luogo è un simbolo, un contenitore e se al posto del cielo e della terra c'è una cupola o una moschea, se il contenitore rasserena, se le preghiere sono una via perché l'ascolto sia reale e il pregare sia un diritto non un dovere di tutti gli uomini e di tutti i popoli, allora sarebbe il giorno utile per pensare a una unica casa della preghiera, senza tempo e senza confini, forse così tornando alle sue origini la preghiera, quella dell'anima, avrà un vero fine e un suo vero ascolto.
Vera Slepoj
Fonte: Il Gazzettino

giovedì 12 giugno 2008

La vita è bella

"http://www.youtube.com/v/cqgKKoJaPwM&hl=it">

Il mercato del contadino


"Farmer's market": la sperimentazione continua
La nuova fase della sperimentazione prevede una mostra-mercato di prodotti locali venduti direttamente 'dal produttore al consumatore', con l'obiettivo di offrire prodotti freschissimi e a "km zero", dal vino alla frutta, dalla verdura ai formaggi, dai fiori al miele.Martedì 17 e 24 giugno, in via Allegri a Mestre.
Leggi la notizia http://www.comune.venezia.it/flex/cm/page

lunedì 9 giugno 2008

Una pianta antizanzare: Catambra


Una pianta tropicale potrebbe risolvere il flagello delle zanzare. Si chiama Catambra e tiene lontani i fastidiosi insetti in modo del tutto naturale. A mettere alla prova le effettive capacità della pianta sarà Buccinasco, un paesone a sud di Milano con 30.000 abitanti, dove partirà un progetto che prevede la realizzazione di un'area delimitata da questa nuova specie dalle proprietà repellenti. La Catambra grazie all'elevata concentrazione di catalpolo eserciterebbe una potente azione repellente contro zanzare e insetti volanti a sei zampe, compresa la zanzara tigre

Fonte: Repubblica.it

Solitudini e passioni


Attenzione agli amori estivi
di Alessandra Graziottin
L'estate ardente presenta il suo conto salato in autunno.
I medici lo sanno per evidenza clinica professionale.
L'Istituto
Superiore di Sanità lo conferma dal punto di vista
epidemiologico: ogni anno il
bollettino
delle infezioni sessuali mostra
che la frequenza si impenna
sul finir dell'estate e continua con
un'onda
lunga fino ad ottobre e oltre.Felici e innamorati,

trasgressivi e appassionati, oppure solo

casuali, gli amori estivi hanno una caratteristica
comune: sarà il chiaro di luna,
sarà l'allegria

alcolica, o l'ebbrezza calda della pelle dorata, o
l'esaltazione dei sensi scappati alla routine

e al grigiore
invernale, fatto sta che d'estate uomini
e donne tendono a non proteggersi dal

rischio di malattie sessuali
. Per

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domenica 8 giugno 2008

Festa a Spinea "IL VILLAGGIO DEL PESCATORE"


Torna la festa "Il Villaggio del Pescatore"


Da venerdì 13 a domenica 15 giugno al Villaggio dei Fiori si potrà gustare il pesce preparato dalla Fondazione della Pesca di Chioggia


Sono mesi ormai che la macchina organizzativa guidata da Confcommercio Ascom del Miranese, Comune, Commercianti e Volontari del Villaggio dei Fiori, sta lavorando per rendere ancora più interessante l'edizione 2008 del "Villaggio del Pescatore", incontro che, dopo l'enorme successo dello scorso anno, è diventato ormai tradizione per tutta Spinea e in particolare per gli abitanti del Villaggio dei Fiori.

La rinnovata collaborazione con la Fondazione della Pesca e la Città di Chioggia, permetterà a migliaia di persone di poter gustare il buonissimo pesce preparato con arte proprio dal personale della Fondazione, di scoprire le tradizioni e la cultura chioggiotta anche attraverso i balli tradizionali e gli antichi mestieri presentati dagli amici de "La Marciliana".

Non mancheranno naturalmente gli spettacoli e le animazioni durante le tre serate della festa, arricchite dallo spettacolo pirotecnico di chiusura.

IL PROGRAMMA

Venerdì 13 giugno

Ore 17,00: Apertura manifestazione


Ore 19,00: Apertura stand gastronomico del pesce
a cura della Fondazione della Pesca
di Chioggia


Ore 21,00: "ROMEO E GIULIETTA" THE MUSICAL
Spettacolo in due atti
a cura dell'Associazione Rossoporpora
Stand di: Panificio Villan (Chioggia)
Sculture in legno di Boscolo Gianni (Chioggia)
Associazione EGRIS & Co. (Spinea)di Dolo

Sabato 14 giugno

Ore 19,00: Apertura stand gastronomico del pesce
a cura della Fondazione della Pesca
di Chioggia


Ore 21,00: Grande spettacolo di Mirco Renier
"MOLLEGGIATO 2" sosia di Celentano


Stand di: Panificio Villan (Chioggia)
Sculture in legno di Boscolo Gianni (Chioggia)
Associazione EGRIS & Co. (Spinea)

Domenica 15 giugno

Ore 16,00: Laboratorio artistico
a cura del Gruppo Artistico Spinea


Ore 17,00: Rappresentazione degli antichi mestieri
medievali Chioggiotti


Ore 18,00: Dimostrazione balli medievali con
musici e trampolieri


Ore 19,00: Apertura stand gastronomico del pesce a
cura della Fondazione della Pesca di Chioggia


Ore 21,00: Elezione "Miss Monella Vagabonda"
con Flash Moda


Ore 23,00: Grande conclusione con fuochi
pirotecnici voluti dai commercianti
del Villaggio dei Fiori


Stand di: Panificio Villan (Chioggia)
Sculture in legno di Boscolo Gianni (Chioggia)
Associazione EGRIS & Co. (Spinea)Fiori

giovedì 5 giugno 2008

Notturno

Quando la sera
è tesa
contro il cielo
e le stelle
si affacciano alla vita
una gran pace
una quiete infinita in tenere spirali
avvolge il cuore
e il soffrire
del giorno
che si imbruna
si stempera
in rivi di dolcezza
pacatamente mentre vien la luna.

Gino Paolo Latini

A mia madre


Lasciami percorrere
strade lontane,
respirare aria
leggera,
sono fragili
le mani di vetro,
non stringerle,
non trattenermi,
madre.

C'è uno spazio vuoto
nell'universo:
il mio, che io possa raggiungerlo.
Siamo della stessa terra
noi...inseparabili
ma lascia libero
il volo della vita.
Nella leggerezza
della libertà
sarai con me
più di sempre.

Anna Maria Cipolloni

Il PALIO DI NOALE



Un documento storico riporta che già nel 1339, nel periodo in cui la città era governata dai Signori Tempesta, si svolgeva a Noale la corsa del Palio, in occasione della festività di Pentecoste.
La gara viene ancora oggi imbandita presso le piazze di Treviso in ricordo delle dominazione trevigiana.
Alla corsa del Palio partecipano le 7 contrade della Città: Bastia, Cerva, Drago, Gato, S.Giorgio, S.Giovanni e S.Urbano.
Tre giorni di festa tra spettacoli vari messi in scena da giullari, mangiafuoco, spadaccini, falconieri....
Suggestivo è il mercato medievale allestito dalle varie Contrade.
I momenti importanti della rievocazione storica sono il corteo con centinaia di figuranti in costume, la corsa del Palio, la cerimonia della "Bala d'Oro" riservata alle ragazze diciottenni e l'attesissimo incendio della Torre. Come vuole la tradizione al vincitore della corsa viene consegnato il Palio realizzato da un pittore Noalese, mentre all'ultimo arrivato viene dipinta la faccia con il carbone.

programma

Venerdi 13 Giugno

ore 20.00 Cena e goliardia tra le contrade


Sabato 14 Giugno

ore 21.00 "Amore, danza e canto alla Corte dei Tempesta" rappresentazione storica con balletto e coro


Domenica 15 Giugno

ore 10.00 Apertura mercato medioevale
ore 11.30 S.Messa e benedizione del Palio
ore 17.00 Corteo Storico
ore 19.00 Corsa del Palio
ore 21.00 Spettacoli di corte
ore 22.00 Cerimonia della "Bala d'oro"
ore 22.30 Spettacoli di corte
ore 23.30 Incendio della Torre

Durante tutta la giornata di domenica spettacoli ed animazioni allieteranno il pubblico che potrà inoltre degustare piatti di cucina medioevale presso le taverne

mercoledì 4 giugno 2008

Felicità


FELICITA'

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

Hermann Hesse

***

lunedì 2 giugno 2008

Maledetta o benedetta solitudine?


In un articolo pubblicato sul Gazzettino il 27 aprile 2006 tra l'altro ho letto:

"D.Buzzati scriveva:"Potente è il deserto delle città, fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote sull'asfalto, di luci abbaglianti e di orologi soli che pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna."

Spesso qualcuno dice"Sono solo come un cane"
"Non c'è scampo alla prigione della solitudine, a meno che l'isolamento non diventi un'oasi .
La solitudine è dura, ma può diventar cara.La solitudine è la dieta dell'anima: una dieta necessaria nell'abbuffata odierna di chiacchiere, saluti, rumori e cose comprate.
C'è una solitudine colpevole, perché gli altri si sono fatti assenti, disattenti, non solidali o perché noi non sappiamo riempirla di niente o non andiamo d'accordo con nessuno.

A nessuno è dato di superare completamente la solitudine: si nasce soli, si soffre soli, si muore soli.

O uno riesce ad incontrare se stesso, nella meditazione paziente e nella ricerca interiore o si annoierà a morte ad ogni pausa forzata della vita.
Bisogna creare nel deserto urbano alcune oasi personali: una sedia,una chiesa, un libro, un angolo della natura, un'amicizia.
Il nostro desiderio è uno solo: entrare nell'infinito, che per il credente è colloquio con l'Eterno.
E' lì la sede della felicità e della tranquillità dell'anima.
Già il Petrarca diceva " Solo e pensoso i più deserti campi, vo' misurando a passi tardi e lenti..."
Mi consola che è stata la solitudine a generare la sua poesia,in altri ha generato la musica o l'arte o l'amore.
Un autore russo scrive questa verità:"La solitudine è un campo da gioco di satana,ma può diventare la sede di un'epifania (=manifestazione) di Dio.
Sì,perché tutto ciò che è bello e resistente al tempo è "divino"
Educhiamo ed educhiamoci perciò a gestire anche la solitudine e porterà fecondità alla nostra vita.
Bisogna forse chiedere aiuto lassù per non sciupare la solitudine dei nostri giorni e farla diventare "benedetta solitudine" ."